Hy-Line Brown

Introduzione
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I sistemi di allevamento alternativi sono stati sviluppati per soddisfare la crescente richiesta di uova non prodotte nelle tradizionali gabbie. Questi tipi di allevamento richiedono una gestione diversa, e più focalizzata a ricreare condizioni di vita simili a quelle che gli animali troverebbero in natura. I sistemi di produzione alternativi si dividono in tre grandi categorie:

Allevamenti a Terra—Gli animali sono accasati a terra in presenza di una zona con lettiera permanente che copre tutta o in parte la superficie del capannone. Le galline sono libere di muoversi all'interno del capannone. Generalmente è prevista una zona rialzata rispetto al pavimento, e equipaggiata con nidi, abbeveratoi, mangiatoie e trespoli. I nidi sono provvisti di nastro trasportatore per la raccolta centralizzata delle uova.

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Gli allevamenti a terra consentono alle galline un'ampia libertà di movimento. I pavimenti possono essere a slats, o pavimento con lettiera o una combinazione di entrambe.
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La pavimentazione degli allevamenti a terra dovrebbe rispettare un rapporto di 2/3 a slats e 1/3 di pavimento con lettiera.

Allevamenti in Voliera—Sono sistemi in cui, oltre ad una area a pavimento con lettiera, sono presenti strutture a multi-piano. Nelle zone rialzate sono presenti i nidi, le mangiatoie, gli abbeveratoi, i trespoli e gli arricchimenti. I sistemi a voliera sono in genere progettati per avere le mangiatoie su specifici livelli, mentre nidi e abbeveratoi su altri livelli. I vari piani sono provvisti di sistemi di smaltimento a nastro delle deiezioni. Il piano terra è spesso progettato per permettere alle galline di razzolare liberamente. La superficie a pavimento e/o slat deve essere minimo pari al 30% dello spazio utilizzabile nella voliera, e nel calcolo devono essere esclusi i nidi e i trespoli. Il livello superiore è in genere progettato per il riposo degli animali. Le voliere permettono di aumentare la superficie utile all'interno di un capannone, consentendo l'accasamento di un numero maggiore di capi.

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I sistemi a Voliera permettono di sfruttare lo spazio verticale all'interno del capannone, per consentire un migliore utilizzo della struttura e fornire gli arricchimenti ambientali necessari al benessere degli animali.
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I sistemi a Voliera in genere prevedono aree a pavimento con lettiera per il razzolamento, posizionate fra le file multipiano dove sono situati i nidi, i posatoi, gli abbeveratoi e le mangiatoie.

Allevamenti all'Aperto—Possono essere sia a terra che in voliera e prevedono che le galline abbiano accesso ad aree esterne. Le aree esterne, o zone di pascolo, sono delimitate con reti, anche nel caso di portici o verande esterni e coperti da tetti. Alcuni sistemi all'aperto consentono l'accesso costante alle aree di pascolo e utilizzano unità abitative mobili, con alimentazione e acqua, che vengono periodicamente spostate per avere accesso a pascoli freschi.

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I sistemi di allevamento all'aperto consentono agli animali di accedere alle aree esterne durante il giorno. Le ovaiole rientrano nel capannone per alimentarsi e durante la notte per dormire.
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I sistemi all'aperto consentono alle ovaiole il pascolo.
Riassunto delle Prestazioni Standard
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Questi dati sono basati su risultati ottenuti in tutto il mondo. Vi invitiamo a inviarci i vostri risultati all'indirizzo info@hylineitalia.com. Il programma Hy-Line International "EggCel", accessibile sul sito www.hyline.com, vi aiuterà nella compilazione dei vostri risultati.

Prestazioni Standard Pollastra
Prestazioni Standard in Deposizione
Spazi Raccomandati
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Pulcinaia - Densità di allevamento - Raccomandazioni

(seguire le normative vigenti in materia di spazio/densità di allevamento)

  1. Lo spazio utilizzabile va calcolato sommando la lettiera e tutte le zone raggiungibili (slats - reti), non vanno considerati in tale calcolo i nidi e i trespoli. 
  2. Se la veranda (giardino d'inverno) è considerata come spazio disponibile per il calcolo della densità, assicurarsi che tale zona sia accessibile agli animali continuamente.
  3. La densità di accasamento dipende anche dall'età di trasferimento in deposizione.
  • Settimana 15: 15 capi/m2 di spazio utilizzabile
  • Settimana 16: 14 capi/m2 di spazio utilizzabile
  • Settimana 17: 13 capi/m2 di spazio utilizzabile
  • Settimana 18: 12 capi/m2 di spazio utilizzabile
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Periodo di produzione - Spazi disponibili - Raccomandazioni

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Densità nei sitemi in voliera 

  • È consigliabile una densità a terra compresa fra 6-9 capi/m2 ( escludere dal calcolo nidi e trespoli).
  • Nei sistemi in voliera lo sviluppo degli spazi in verticale permette di aumentare la densità. Rivolgersi ai costruttori delle strutture per conoscere la densità più appropriata di accasamento.
  • Se la veranda (giardino d'inverno) è considerata come spazio disponibile per il calcolo della densità, assicurarsi che tale zona sia sempre accessibile agli animali.
  • Un'eccessiva densità di accasamento determina maggiore competizione per accedere alle mangiatoie e agli abbeveratoi. Assicurarsi che gli spazi disponibili alle mangiatoie e agli abbeveratoi consigliati in questa guida siano rispettati. 
  • Per evitare che le galline si feriscano, l'altezza della struttura non deve superare i 2 m, misurati dal suolo al nastro della pollina del piano più alto.
  • I sistemi in voliera hanno generalmente il piano più alto destinato a zona di riposo/sonno. Utilizzare una sequenza di spegnimento delle luci che incoraggi le galline a raggiungere i livelli superiori per prepararsi alla notte.
  • Utilizzare rampe per facilitare il movimento degli animali fra i vari piani e fra le diverse file. Generalmente in presenza di salti maggiori di 90 cm è consigliabile prevedere l'utilizzo di rampe per favorire la movimentazione e prevenire infortuni.
Curva di Crescita
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L'area blu rappresenta la potenziale perdita di peso dovuta al trasferimento in deposizione.
Grafico Prestazioni Standard
Qualità Uova
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Il colore del guscio è geneticamente determinato, ma alcuni fattori ambientali, nutrizionali e sanitari, possono alterarne la colorazione. Alcune malattie infettive che colpiscono l'ovidutto, come la Bronchite Infettiva e EDS, provocano uno sbiancamento del guscio. Anche fenomeni stressanti che prolungano il tempo di transito attraverso l'ovidutto causano un'eccessiva deposizione di calcio sulla superfice del guscio già formato, che provoca quindi uno sbiancamento. Il colore dell'uovo tende naturalmente a schiarire con l'invecchiamento della gallina.

Per ulteriori informazioni consultare The Science of Egg Quality

Gamma Colorazione Guscio

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Standard Calibro Uova - Valori di Riferimento Europei
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Distribuzione della pezzatura su base settimanale (non cumulativa) peso medio uova.
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Unità di Misura e Parametri di Riferimento
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Crescita e Sviluppo

  • Peso Corporeo Settimanale (g): Peso Corporeo Medio su campione di 100 soggetti
  • Uniformità % (vedi Strumento per il Calcolo): [(Totale capi pesati) - (Numero capi ≤ 10% rispetto al peso corporeo medio) - (Numero capi ≥ 10% del peso corporeo medio)] / (Numero totale capi pesati)
  • Deviazione Standard (CV) % (vedi Strumento per il Calcolo):(Deviazione standard di un campione di 100 soggetti) / (Peso corporeo medio dello stesso campione)
  • Incremento Ponderale Settimanale (g): (Peso corporeo medio alla fine della settimana) - (Peso corporeo medio della settimana precedente)
  • Efficienza Conversione Mangime Riferita a Incremento del Peso: (Totale mangime consumato / Numero di capi totale) / Incremento ponderale medio
  • Sviluppo Muscolare (petto) (vedi grafico Sviluppo Muscolare): Sviluppo muscolare medio (petto) di un campione di 100 soggetti

Tasso di Mortalità

  • Mortalità Giornaliera: (Mortalità giornaliera totale)/(capi accasati)
  • Mortalità Settimanale: (Mortalità settimanale totale)/(capi accasati)
  • Mortalità Cumulativa: (Mortalità totale da inizio ciclo a data attuale)/(capi accasati)

Produzione Uova

  • Percentuale uova prodotte per gallina presente (HD%): (Numero uova prodotte in un giorno) / (Numero capi presenti)
  • Percentuale uova prodotte per gallina accasata (HH%): (Numero uova prodotte in un giorno) / (Numero capi accasati)
  • Massa Uovo Settimanale (EM) (kg): (Percentuale di produzione settimanale) x (Peso medio settimanale uovo in g) / 1.000
  • Massa Uovo Cumulativa (HHEM) (kg): Somma delle masse uovo settimanali

Efficienza Produttiva

  • Indice di Conversione Mangime: Kg mangime consumato durante il periodo / Kg di massa uovo prodotta nel periodo
  • Indice di Utilizzo Mangime: Kg di massa uovo prodotta durante il periodo / Kg di mangime consumato durante il periodo
  • Consumo Mangime per 10 Uova (kg): (Kg di mangime consumato / Numero totale uova prodotte) x 10
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facility cleaning

Pulizia e Disinfezione dell'Allevamento

facility cleaning

Pulizia e Disinfezione dell'Allevamento

Pulizia e Disinfezione dell'Allevamento
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Preparazione della Pulcinaia Prima dell'Accasamento dei Pulcini

  • Il tempo ottimale di vuoto sanitario tra due gruppi è di 4 settimane. Si consiglia vivamente di rispettare in ogni caso un intervallo minimo di almeno 2 settimane.
  • Pulire e disinfettare l'attrezzatura, il capannone e tutte le zone annesse e connesse.
  • Prima della disinfezione rimuovere tutto il mangime e gli escrementi.
  • Pulire e disinfettare l'intero sistema di distribuzione del mangime, permettendo che si asciughi completamente prima dell'arrivo del nuovo mangime.
  • Lavare la struttura partendo dalla parte superiore e procedere verso il pavimento.
  • Pulire meticolosamente le prese d'aria, così come gli alloggiamenti e gli estrattori/ventilatori.
  • Per facilitare la rimozione di materia organica è utile lavare utilizzando acqua calda.
  • I gel e le schiume detergenti si impregnano meglio nella materia organica e sulle attrezzature.
  • Usare acqua calda ad alta pressione per risciacquare.
  • Aspettare che il capannone si asciughi. Una volta completamente asciutto, disinfettare con spray o schiuma e successivamente eseguire una fumigazione.
  • Posizionare le esche topicide dove non siano raggiungibili dai pulcini.
  • Verificare l'efficacia della pulizia e della disinfezione eseguendo tamponi ambientali.
  • Per ulteriori informazioni consultare Pre-Housing Cleaning, Disinfection and Maintenance Checklist for Rearing and Layer Facilities
brooding

Fase di Sviluppo

brooding

Fase di Sviluppo

Gestione del Pulcino
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Il pulcino Hy-Line Brown si adatta facilmente sia ai sistemi a terra che a quelli in voliera. Alcuni trattamenti e servizi sul pulcino sono effettuati dall'incubatoio su specifica richiesta del cliente. Per ulteriori informazioni consultare Gestione Dell'Accrescimento di Pollastre Commerciali.

Il Giorno Precedente l'Accasamento dei Pulcini

  • La struttura deve raggiungere la giusta temperatura prima dell'arrivo dei pulcini.
  • 24 Ore prima dell'accasamento dei pulcini, la temperatura del capannone deve essere regolata tra i 33 e i 36°C (la temperatura dell'aria deve essere misurata con sonde allo stesso livello dei pulcini) e l'umidità relativa deve essere il 60%.
  • Una buona luce (30–50 lux) durante i primi 7 giorni di vita aiuta i pulcini a trovare mangime e acqua velocemente e ad adattarsi al nuovo ambiente.
  • La temperatura del pavimento dovrebbe essere di 32°C al momento del posizionamento dei pulcini.
  • Controllare il sistema di abbeveraggio e regolare l'altezza corretta per i pulcini. Le linee degli abbeveratoi il primo giorno possono essere abbassate per facilitarne l'individuazione. Il secondo giorno devono essere regolati all'altezza corretta per permettere il miglior accesso all'acqua e mantenere la lettiera in condizioni ottimali.
  • Disinfettare e risciacquare le linee di distribuzione dell'acqua.
  • Controllare attentamente che tutte le attrezzature funzionino e che siano posizionate correttamente in altezza.
  • Controllare il sistema di illuminazione, sostituire le lampadine rotte e regolare la corretta intensità della luce.

Il giorno dell'Accasamento dei Pulcini

  • Controllare che la temperatura della pulcinaia sia corretta.
  • Nel caso si usino gli abbeveratoi a goccia regolare la pressione in modo che le gocce d'acqua siano ben visibili a livello degli ugelli.
  • Distribuire il mangime sulle carte e/o sui piatti supplementari.
  • Regolare le mangiatoie e riempirle con il più alto livello di mangime possibile per agevolare l'alimentazione.
  • Regolare le luci e garantire una luminosità di almeno 30 lux per la prima settimana.

Trasporto all'Allevamento

  • Utilizzare camion specifici per il trasporto dei pulcini dall'incubatoio all'allevamento.
  • I camion devono essere ad ambiente controllato, con una temperatura compresa tra i 26 e i 29°C e una umidità relativa del 70% (misurata all'interno delle scatole); il flusso d'aria deve essere di 0,7 m3 al minuto.
  • Lasciare spazio tra le pile di scatole per consentire il flusso dell'aria.

Accasamento dei Pulcini

  • Allo scarico dei pulcini raggruppare secondo l'età dei riproduttori e mantenere la divisione per le prime settimane.
  • Scaricare le scatole in modo veloce e sistemare i pulcini delicatamente nell'area di svezzamento.
  • Assicurarsi che gli abbeveratoi non siano bloccati da calcare, riempire gli abbeveratoi e/o le tazzine degli abbeveratoi a goccia per incoraggiare i pulcini a bere.
Pulcinaia - Raccomandazioni
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I primi 14 giorni di vita sono particolarmente importanti per lo sviluppo della futura pollastra. Una corretta gestione durante questo periodo assicura una buona partenza, permettendo il raggiungimento degli standard genetici.

Cerchi e Pulcinaia Confinata

Acqua

  • E' fondamentale controllare la qualità e la pulizia dell'acqua sia alla fonte sia all'uscita dell'impianto.
  • Risciacquare le linee prima dell'arrivo dei pulcini.
  • Mantenere l'acqua a una temperatura compresa fra 20-25°C.
  • Non somministrare acqua fredda. Prestare attenzione quando vengono risciacquate le linee dell'acqua. Permettere all'acqua di intiepidirsi nel capannone così da permettere ai pulcini di bere in modo confortevole.
  • Ricambiare l'acqua delle linee durante le ore di buio per evitare la somministrazione di acqua troppo fredda o troppo calda.
  • Pulire gli abbeveratoi supplementari giornalmente per evitare che la sostanza organica (mangime e/o feci) incrementi la carica batterica. wth. 
  • Prevedere un rapporto di 80 pulcini per ogni abbeveratoio (diamentro 25 cm).
  • Durante le prime tre settimane deve essere previsto almeno 1 abbeveratoio ogni 12 pulcini.
  • I pulcini non dovrebbero percorrere piu di un metro per trovare l'acqua.
  • Somministrare vitamine e minerali solubili in acqua (non usare prodotti a base zuccherina per evitare la proliferazione di microrganismi)

Carta

  • Coprire l'intera area dei cerchi con la carta. Nelle pulcinaie confinate disporre le carte con il mangime vicino alle mangiatoie permanenti.
  • Distribuire il mangime starter sulle carte per i primi 3 giorni. Se i pulcini hanno ricevuto il trattamento del becco alla nascita (IRBT) distribuire lo starter sulle carte fino a 7 giorni.
  • Se si utilizza un vaccino per i coccidi, distribuire il mangime sulle carte per almeno 14 giorni. Dopo 14 giorni, lasciare almeno 1/4 delle carte, o aggiungere dei vassoi in polpa per consentire il ricircolo del vaccino fino a 28 giorni di età.
  • Rimuovere i 3/4 della carta il giorno 14 per evitare l'accumulo di pollina.

Luci

  • Una luce intensa (30-50 lux) durante i primi 7 giorni aiuta i pulcini a trovare mangime e acqua rapidamente e ad adattarsi al nuovo ambiente.
  • Assicurarsi che la luce (misurata a livello degli abbeveratoi) sia uniforme nell'ambiente. Evitare di creare zone di ombra e zone più scure.
  • La prima settimana è preferibile attuare un programma di illuminazione intermittente. Se non si utilizza un programma di illuminazione intermittente, somministrare 20 ore di luce e 4 ore di buio.
  • Non somministrare 24 ore di luce! I pulcini richiedono un periodo buio per crescere correttamente.
  • Dopo la prima settimana, ridurre l'intensità della luce e avviare un programma di illuminazione a fotoperiodo calante (utilizzare il configuratore nel sito internet).

Piatti di Mangime Supplementari

  • Prevedere un rapporto di 80 pulcini per piatto. Si possono utilizzare anche cartoni porta uova puliti.
  • Distribuire uno starter sbriciolato di buona qualità con granulometria di 1-2 mm.

Pulcinaia Confinata a terra

  • Una parte del capannone deve essere delimitata per allestire la pulcinaia.
  • Quando si utilizzano cappe riscaldanti invece del riscaldamento dell'intera struttura, la temperatura minima dell'aria a livello del pavimento deve essere di 30 °C.
  • Eliminare tutti gli spifferi e le correnti d'aria. 
  • Distribuire il materiale di lettiera dopo aver riscaldato il pavimento.
  • Rimuovere gradualmente gli abbeveratoi e le mangiatoie supplementari a partire dal 3° giorno.
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I Cerchi

  • Allargare i cerchi a partire dal 3° giorno per aumentare lo spazio disponibile.
  • Continuare ad allargare i cerchi fino alla rimozione a 14 giorni dall'accasamento.
  • Rimuovere gradualmente gli abbeveratoi e le mangiatoie supplementari a partire dal 3° giorno.
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Temperatura e Umidità Relativa

  • È fondamentale mantenere la temperatura, l'umidità e la ventilazione indicate nella presente Guida di Gestione, al fine di garantire il massimo benessere dei pulcini e una crescita ottimale.
  • I pulcini non sono in grado di regolare completamente la propria temperatura corporea durante le prime settimane di vita. Quest'ultima dipende quindi dalla corretta gestione della temperatura ambientale nella struttura.
  • Regolare la temperatura di svezzamento secondo l'umidità relativa. Si può abbassare la temperatura con l'aumentare dell'umidità. Per ogni aumento di umidità relativa del 5% sopra il 60%, ridurre la temperatura di svezzamento di 1 °C. 
  • Creare zone a temperature diverse nei cerchi. Questo permette ai pulcini di cercare la loro zona di confort.
  • Dopo la prima settimana, ridurre la temperatura settimanalmente di 2–3°C fino a raggiungere i 21°C.
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Bassa umidità

  • Riduce il confort degli animali Aumenta la disidratazione
  • Può provocare cloaca collosa nei pulcini Può innervosire gli animali che potrebbero quindi beccarsi
  • Incide negativamente sul piumaggio Aumenta la presenza di polvere

Umidità eccessiva

  • Aumenta la presenza di ammoniaca
  • Peggiora lo stato della lettiera e la qualità dell'aria


Sistemi a voliera

  • In un sistema a voliera o su posatoio, la carta dovrebbe rimanere per almeno 14 giorni per consentire la massima comodità a livello di appoggio delle zampe sulla rete o su posatoio.
  • Se si utilizza un vaccino per la coccidiosi la carta deve rimanere sul pavimento fino a 28 giorni, per consentire il ricircolo delle oocisti e quindi permettere l'immunizzazione.
  • Aprire il sistema voliera il prima possibile. Il momento ottimale per lasciare i pulcini liberi di muoversi nell'intero sistema è a circa 15 giorni di età. Alcune tipologie di voliera richiedono di essere aperte a 4-6 settimane di età degli animali, in funzione delle caratteristiche progettuali o delle pratiche di gestione.


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Utilizzare rampe per aiutare i pulcini a salire nelle zone più alte delle voliere. Gli animali che imparano a utilizzare l'intero spazio della voliera precocemente sviluppano migliori capacità motorie e di adattamento, di conseguenza anche migliori prestazioni produttive. Fotografia gentilmente concessa da Big Dutchman.
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I tubi led inseriti all'interno delle sezioni migliorano l'illuminazione nei sistemi a voliera.
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Un termometro digitale per neonati viene utilizzato per misurare la temperatura alla cloaca.

Temperatura Cloaca

  • La normale temperatura corporea del pulcino è compresa tra 39.4–40.5°C.
  • Misurare utilizzando un termometro digitale, inserendolo delicatamente nella cloaca del pulcino.
  • La temperatura cloacale è indicatrice della temperatura corporea interna.
  • È inoltre indicatrice del comfort dei pulcini e dell'adeguatezza dell'ambiente.
  • L'eccessivo abbassamento o innalzamento della temperatura ambientale nelle prime settimane di crescita del pulcino provocano uno scarso sviluppo e una maggiore suscettibilità alle malattie.


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Programma Luce Intermittente per Pulcini

Programma Luce Intermittente per Pulcini

  • Programma luce preferibile.
  • Da applicare nei primi 7 giorni (può essere utilizzato fino a 14 giorni di età).
  • I periodi di buio intermittente consentono ai pulcini di riposare.
  • Sincronizzare i momenti di attività e l'alimentazione.
  • Stabilisce comportamenti più naturali di riposo e veglia.
  • Può migliorare la vitalità a 7 giorni e il peso corporeo della pollastra.
  • E' possibile accorciare o eliminare alcuni dei periodi di buio per fare fronte alle esigenze degli orari di lavoro.
Trattamento del becco con luce infrarossa (IRBT)
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(Rispettare le normative locali in vigore concernenti il trattamento del becco)

  • Il trattamento con luce infrarossa ha dimostrato di essere un metodo efficace e non invasivo per il controllo della crescita del becco nelle galline ovaiole.
  • Un solo trattamento "IRBT" è sufficiente. Il trattamento del becco in incubatoio consente alla gallina di sprecare meno mangime e riduce la possibilità che gli animali si possano ferire tra loro. Il trattamento del becco in incubatoio evita una presa in allevamento e risulta più uniforme rispetto a quello praticato in allevamento.
  • La punta del becco si seccherà e cadrà spontaneamente entro circa 21 giorni.
  • Il trattamento IRBT è adattabile a pulcini di diverse dimensioni, di razze diverse e provenienti da genitori di diverse età.
  • Per ulteriori informazioni consultare l'articolo Infrared Beak Treatment.
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Posizionamento del pulcino
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Il trattamento del becco a raggi infrarossi può essere modificato in base alle condizioni di allevamento.
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Un giorno dopo il trattamento
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Sette giorni dopo il trattamento
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Quattro settimane dopo il trattamento
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Becco trattato correttamente

Suggerimenti per una corretta gestione dei pulcini trattati con IRBT:

  • Un facile accesso all'acqua è il più importante fattore per una partenza corretta dei pulcini trattati al becco. I pulcini richiedono un immediato e facile accesso all'acqua.
  • Per pulcini trattati IRBT usare solo abbeveratoi a goccia a 360° e posizionare abbeveratoi supplementari quando è possibile.
  • Sono preferibili abbeveratoi a goccia provvisti di tazzina salva goccia.
  • Il mangime nelle mangiatoie deve essere il più alto possibile per facilitare l'accesso e il consumo durante i primi giorni.
  • Distribuire il mangime sulle carte durante la prima settimana.
  • La luce deve essere posizionata in modo che gli abbeveratoi siano ben visibili e facilmente individuabili dai pulcini. Una intensità della luce tra i 30-50 lux è appropriata.
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Crescita e Sviluppo

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Crescita e Sviluppo

Sviluppo degli Apparati nella Pollastra
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Grafico Sviluppo del Petto

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Un punteggio tra 4 e 5 è ideale per pollastre all'inizio della produzione.
Peso durante lo Svezzamento e Uniformità
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Pesare gli animali individualmente dopo 3 settimane con una bilancia digitale che calcoli l'uniformità.
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Queste pollastre di 3 settimane provenienti dallo stesso gruppo mostrano uno sviluppo molto diverso. Questo dimostra l'importanza di un monitoraggio attento dell'uniformità.
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Tabella di correlazione fra CV% e Uniformità
  • Il peso dovrebbe essere monitorato settimanalmente fino a 30 settimane di età e successivamente ogni 5 settimane.
  • Pesare i capi individualmente, usando una bilancia con arrotondamento non superiore a 20 gr.
  • Pesare un minimo di 100 animali per avere un campione rappresentativo. Tutti i soggetti catturati devono essere pesati, anche se sono più di 100.
  • Pesare gli animali sempre lo stesso giorno della settimana alla stessa ora.
  • Pesare gli animali settimanalmente consentirà di identificare quando un gruppo devia dal normale peso corporeo o uniformità. Se il peso corporeo o l'uniformità non sono appropriati, vi sono diverse azioni che possono essere intraprese per correggere il problema, come introdurre il pasto di mezzanotte, classificare gli animali in categorie di peso, stimolare più spesso l'alimentazione o cambiare la dieta. Gli animali con scarso peso corporeo o uniformità potrebbero avere difficoltà a raggiungere un buon picco di produzione, un'adeguata persistenza in produzione, o avere altri problemi legati alla produzione. È essenziale individuare tempestivamente questi problemi e intraprendere azioni correttive.
  • É fondamentale pesare gli animali prima di un cambio del mangime programmato. In caso il gruppo sia sotto il peso standard mantenere la dieta più concentrata fino al raggiungimento del peso di riferimento.
  • I fattori che possono penalizzare l'accrescimento sono: qualità del pulcino e della pollastra, gestione dell'ambiente, mangime inadeguato, qualità e quantità dell'acqua consumata, densità eccessiva e malattie infettive.

Uniformità

  • L'uniformità dei pesi corporei è un importante indicatore del corretto sviluppo del gruppo.
  • L'uniformità ideale di un gruppo all'inizio della deposizione deve raggiungere almeno l'85%.
  • Una corretta uniformità rende la gestione dei cambi dei periodi del mangime più semplice.
  • L'accrescimento corporeo e l'uniformità sono influenzati negativamente da maneggiamenti degli animali come le vaccinazioni e il trasferimento.

Calcolo Uniformità

  • Per il calcolo dell'uniformità fare riferimento alla tabella "Unità di Misura e Parametri di Riferimento".
  • Uno strumento per il calcolo dell'uniformità è inoltre disponibile.
  • Il secondo metodo si basa sulla percentuale di animali compresa fra il +/- 10% del peso medio.
  • Un risultato accettabile è che l'85% degli animali abbiano un peso compreso tra +/-10% del peso medio del gruppo. Per esempio, se il gruppo ha un peso medio a 18 settimane di 1.550 g, almeno l'85% degli animali dovrà avere un peso compreso fra 1.395 g e 1.705 g.
  • Nonostante questo metodo dia un'attendibile indicazione sul numero di animali che si mantiene vicino alla media, esso non prende in considerazione i pesi molto alti o molto bassi come invece consente il CV.
  • Il metodo di calcolo scelto deve essere applicato costantemente per tutto il periodo di allevamento, allo scopo di rendere le rilevazioni fatte nel tempo comparabili fra loro.

Normale Distribuzione dei Pesi Corporei


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Registra i pesi individuali per verificare la normale distribuzione dei pesi.
Crescita e Sviluppo: qualche suggerimento
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Tabella della correlazione fra consumo del mangime e temperatura ambientale.
  • La struttura della pulcinaia dovrebbe corrispondere il più possibile a quella della struttura di deposizione in cui verrà trasferito il gruppo. Il tipo di abbeveratoio, il tipo di mangiatoia e il posatoio dovrebbero essere gli stessi. Più questi elementi differiscono tra la struttura di provenienza e quella di destinazione, più gli animali potrebbero incontrare difficoltà nell'adattarsi al nuovo ambiente. I cambiamenti provocano uno stress che può influenzare le prestazioni produttive e lo stato di salute degli animali.
  • Il peso corporeo dei pulcini dovrebbe raddoppiare, rispetto al peso al primo giono, al termine della prima settimana, e decuplicare entro la quinta settimana.
  • E' importante raggiungere gli obbiettivi di peso a 6, 12, 18, 24 e 30 settimane, per consentire uno sviluppo corporeo ottimale.
  • Se possibile mirare al raggiungimento del peso più elevato dell'intervallo standard di riferimento nella fase di crescita della pollastra. Al tempo stesso non eccedere oltre il 5% del peso corporeo massimo indicato dallo standard. Gli animali grassi possono avere una mortalità maggiore dopo il picco di produzione, dovuta alla sindrome emorragica del fegato grasso. Per ulteriori informazioni, consultare l'approfondimento tecnico dedicato all'argomento.
  • Utilizzare mangime sbriciolato per stimolarne l'assunzione.
  • Mantenere la formulazione del mangime per pollastra fino a quando viene raggiunto il peso corporeo consigliato con una buona uniformità (> 85%). Ritardare il cambio di dieta se gli animali sono sottopeso o presentano una scarsa uniformità del peso corporeo.
  • Le diete non devono essere modificate in funzione all'età ma al raggiungimento del peso obiettivo e dell'uniformità indicati nelle tabelle di riferimento.
  • A 12 settimane di età, utilizzare un mangime simile per composizione delle materie prime a quello che verrà usato in deposizione.
  • Durante la fase pollastra prevedere 3-5 passaggi al giorno dei sistemi di distribuzione del mangime. Alimentare più frequentemente per incoraggiare l'assunzione di mangime in gruppi sottopeso o quando fa caldo. In caso di clima caldo, evitare la distribuzione del mangime durante le ore più calde della giornata, e lasciare invece che questo tempo venga utilizzato per svuotare la mangiatoia dalla frazione più fine del mangime. Controllare il consumo di mangime rispetto alla tabella peso corporeo/consumo di mangime, qui riportata. Consultare i programmi di alimentazione nella sezione Nutrizione.
  • Modificare velocenete la dieta in caso di aumento significativo della T° ambientale. Gli animali infatti ridurranno l'assunzione di mangime se esposti ad un rapido incremento della temperatura.
  • Ritardare il cambio di periodo del mangime in caso di stress programmati come la presa per l'inoculazione di vaccini inattivati.


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Periodo di Transizione

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Periodo di Transizione

Periodo di Transizione tra la Fase di Sviluppo e il Picco di Produzione
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  • Evitare l'eccessivo incremento del peso durante il periodo di transizione.
  • L'aumento di peso corporeo da 18 a 25 settimane non deve superare il 20%. Se una pollastra pesa 1,59 kg a 18 settimane, l'obiettivo dovrebbe essere quello di rimanere al di sotto di 1,91 kg a 25 settimane, altrimenti potrebbe presentarsi il rischio di sviluppare steatosi epatica.
  • Durante il periodo di transizione, il fabbisogno di nutrienti aumenta notevolmente e le diete dovrebbero essere adattate e bilanciate appositamente a questa fase. Fare riferimento alla "Dieta pre-picco" nella sezione Nutrizione.
  • Durante il periodo di transizione:
  • La produzione uova aumenta rapidamente
  • Il calibro uova aumenta
  • Il peso corporeo aumenta
  • Il consumo di mangime può aumentare lentamente durante la transizione quando:
  • In presenza di animali sottopeso
  • In gruppi non uniformi
  • In presenza di elevate temperature ambientali
  • Qualora il gruppo non presenti una buona uniformità, il periodo di transizione potrebbe prolungarsi e inficiare il picco e la persistenza in produzione nella seconda parte del ciclo.
  • Monitorare attentamente l'assunzione di mangime durante la transizione e modificare di conseguenza la concentrazione nutritiva della formula.
Gestione al Trasferimento
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  • L'area blu rappresenta la potenziale perdita di peso dovuta al trasferimento in deposizione.
  • I gruppi destinati a allevamenti a terra, voliere o free range, devono essere accasati almeno 14 giorni prima dell'inizio della deposizione. Questo significa tra le 14 e le 16 settimane di età.
  • Un trasferimento precoce facilita l'adattamento degli animali al nuovo ambiente prima dell'inizio della produzione.
  • Due settimane prima del trasferimento aumentare gradualmente l'intensità luminosa per renderla simile a quella che gli animali troveranno in deposizione.
  • Le ore di luce in pulcinaia prima dello spostamento devono essere le stesse che gli animali troveranno al trasferimento in deposizione.
  • Tre giorni prima del trasferimento somministrare vitamine ed elettroliti in acqua da bere per preparare gli animali allo stress causato dallo spostamento. Trasferire velocemente e nella stessa giornata tutti gli animali nell'allevamento di deposizione.
  • Trasferire gli animali durante la mattina per rispettare la normale durata della giornata.
  • Il consumo di acqua nell'ultima settimana in pulcinaia deve essere annotato e confrontato con il consumo di acqua una volta che il gruppo è stato spostato nella struttura di deposizione. Il tempo impiegato per il raggiungimento del livello di consumo di acqua precedente al trasferimento è un'indicazione di quanto velocemente gli animali si stiano adattando al nuovo ambiente. Tutti gli animali dovrebbero bere normalmente entro 6 ore dal trasferimento.
  • La prima settimana tenere gli abbeveratoi leggermente più bassi, sopra il livello della schiena delle galline, e successivamente alzarli lentamente fino a livello della testa.
  • Se dopo il trasferimento si verificano ammucchiamenti, lasciare le luci accese per 2-3 notti. Verificare le normative locali.
  • Aumentare l'intensità della luce per 2-3 giorni aiuta le galline ad adattarsi al nuovo ambiente.
  • Una temperatura compresa tra 15-20 °C all'accasamento in deposizione favorisce l'assunzione del mangime.
  • Prima del trasferimento gli animali dovrebbero avere acquisito resistenza ai coccidi mediante l'uso di coccidiostatici nel mangime o mediante vaccinazione nelle prime fasi di vita.
  • Una volta che il gruppo si è adattato alla struttura di deposizione, iniziare ad abbassare gradualmente la temperatura nel capannone (a seconda del periodo dell'anno) per avvicinarsi a quella esterna, in modo da acclimatare gli animali per quando verranno aperti gli usciuoli. A questo punto saremo in presenza di animali di circa 19 settimane. Queste procedure avranno contribuito a ridurre lo stress e migliorare il benessere complessivo.

Allevamenti a terra (Nidi con Posatoio/Slat)

  • Negli allevamenti a terra con spazio misto lettiera/posatoio, confinare gli animali sul posatoio al trasferimento.
  • Reti o pannelli possono essere usati per confinare alcuni giorni le galline sul posatoio. Questo permetterà agli animali di abituarsi alle mangiatoie, agli abbeveratoi e ai nidi. Verificare la regolamentazione locale.

Allevamenti in voliera

  • Le pollastre migliori per questi allevamenti sono quelle allevate in voliere che permettano loro di familiarizzare con le atrezzature fin dai primi giorni di vita.
  • Posizionare le galline all'interno delle voliere al trasferimento. È importante che tutti gli animali siano all'interno delle voliere prima dello spegnimento delle luci. Questo può richiedere per un certo periodo di raccogliere gli animali a terra e posizionarli nelle voliere manualmente, fino a quando si abitueranno a risalire nel sistema in maniera autonoma.
  • Alcuni impianti in voliera permettono di confinare le galline dentro il sistema per alcuni giorni, allo scopo di dar loro il tempo di adattarsi alle mangiatoie, agli abbeveratoi e ai nidi, prima dell'inizio della deposizione. Verificare la regolamentazione locale.
  • E' consigliabile confinare le galline nel sistema se provengono da un allevamento pollastre a terra.
  • È fortemente sconsigliato allevare le pollastre in gabbie se destinate ad allevamenti in voliera, e in generale a terra.
Corretto Maneggiamento degli Animali
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Mantenere l'animale impugnando entrambe le zampe.
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Mantenere l'animale impugnando entrambe le ali.
  • L'adeguato maneggiamento degli animali durante la pesatura, la raccolta di campioni di sangue, la selezione, la vaccinazione e il trasferimento, riduce lo stress ed evita lesioni.
  • Mantenere le galline per entrambe le zampe o entrambe le ali.
  • Rimettere delicatamente gli animali a terra.
  • Eseguire la procedura con personale qualificato e con esperienza nella manipolazione di volatili.
  • Affiancare e seguire scrupolosamente lo svolgimento dei lavori, al fine di assicurarsi un corretto maneggiamento degli animali.
Perdita del Peso Corporeo al Trasferimento
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  • Pesare prima del trasferimento e verificare la perdita di peso dopo il trasferimento.
  • E' da tenere presente che gli animali dopo il trasferimento subiranno una perdita di peso corporeo (generalmente compreso fra il 10-12%). Questo calo del peso è principalmente dovuto ad una riduzione dell'assunzione di acqua, che comporta una disidratazione.
  • Per recuperare il peso perduto considerare i seguenti fattori: Età del trasferimento (più precoce è il trasferimento meno è stressante).
  • Verificare la disponibilità di acqua fresca potabile e controllare il consumo, per assicurarsi che sia sufficiente e allineato con le indicazioni presenti nella guida di gestione.
  • Verificare la disponibilità del mangime, che deve essere simile per caratteristiche fisiche e nutrizionali a quello somministrato in fase pollastra al momento del carico.
  • Prevedere un programma luce identico a quello utilizzato in pulcinaia.
  • Le mangiatoie e gli abbeveratoi dovrebbero essere dello stesso tipo di quelli dell'allevamento di provenienza.
  • Fare attenzione nei periodi particolarmente caldi o freddi alla temperatura nella struttura di accasamento.
  • Si può prevedre l'utilizzo di pannelli di plastica o reti per confinare gli animali sulle zone rialzate del sistema, allo scopo di favorire un corretto accesso al mangime, all'acqua e alle zone di deposizione e riposo. Verificare la normativa locale.
Addestramento della Pollastra alla Produzione di Uova
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L'addestramento delle pollastre prevede l'applicazione di programmi di gestione per preparare gli animali al trasferimento in produzione, ridurre al minimo lo stress nella nuova struttura e dare quindi inizio alla produzione di uova.

Gestione dell'Addestramento

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Fase di Produzione

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Fase di Produzione

Gestione degli Allevamenti all'Aperto
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Gli uscioli devono essere aperti per garantire l'accesso al pascolo il prima possibile dopo il trasferimento.
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Manutenere le aree vicine agli uscioli in modo da conservare asiutta e pulita la zona di passaggio.

Gestione degli Uscioli

  • Fare riferimento alle normative locali per la gestione degli uscioli. Ove accettabile e in conformità con le normative seguire le linee guida riportate di seguito.
  • Gli uscioli dovrebbero essere uniformemente distribuiti lungo il capannone e in numero sufficiente a garantire un facile accesso e rientro dai pascoli. Gli uscioli dovrebbero essere su entrambi i lati del capannone.
  • Dovrebbe essere previsto un usciolo ogni 600 galline. La dimensione consigliata è 200 cm di lunghezza e 45 cm di altezza. La dimensione minima dovrebbe essere pari a 50 cm di lunghezza e 45 cm di altezza a seconda delle dimensioni del gruppo.
  • Mantenere chiusi gli uscioli in caso di maltempo, se consentito dalla normativa locale.
  • Iniziare ad aprire gli uscioli per consentire alle galline di accedere al pascolo esterno dopo aver abituato gli animali a utilizzare il nido per la deposizione.
  • In giorni particolarmente ventosi aprire gli uscioli solo dal lato sottovento per evitare che vento e polvere entrino nel capannone.
  • Liberare le galline al pascolo troppo velocemente può alterare il loro comportamento alimentare e ridurre l'apporto di nutrienti. È meglio introdurre le ovaiole al pascolo gradualmente, aumentando il tempo di apertura degli uscioli. Il tempo di transizione è circa una settimana, iniziando le aperture nel pomeriggio e aggiungendo quindi ore a ritroso.
  • Chiudere gli uscioli lentamente, per permettere alle galline di rientrare. Chiudere gli uscioli al crepuscolo, prima dello spegnimento delle luci interne.
  • Una volta che gli animali sono abituati al pascolo, aprire con regolarità gli uscioli. Evitare cambiamenti improvvisi che possono creare stress. Se le galline devono essere mantenute all'interno della struttura a causa di condizioni meteorologiche avverse o ragioni sanitarie, seguire questi 8 suggerimenti.
  • Posatoi, assi di legno o reti di materiali vari, ghiaia grossa o cemento, devono essere posizionate all'esterno degli uscioli per evitare la formazione di aree fangose.



Gestione del pascolo

  • La densità di allevamento nei sistemi all'aperto sarà basata sulle normative locali, sul tipo di suolo e sulla dieta. In genere, sono accettabili 2000–2500 capi per ettaro di pascolo ben drenato.
  • Le pollastre devono avere almeno 1m2/capo di spazio esterno a disposizione (verificare la normativa locale).
  • Il pascolo che circonda la struttura di deposizione può essere suddiviso in aree recintate, che le galline utilizzano a rotazione per periodi di 6-8 settimane. La rotazione consente la ricrescita del manto erboso e la riduzione del carico parassitario nel terreno.
  • Le galline tendono ad usare solo il terreno vicino al capannone. Favorire l'uniforme distribuzione degli animali su tutta la superficie del pascolo.
  • Il pascolo deve essere tenuto in buone condizioni. Lavorare il terreno periodicamente garantisce un miglior drenaggio e riduce la presenza delle uova dei parassiti esponendole alla luce del sole.
  • Utilizzare il trifoglio nelle zone vicino agli uscioli e nelle aree più vicine al capannone. Il trifoglio è più resistente al calpestio delle galline.
  • Prevedere nel pascolo rifugi e zone alberate per stimolare le galline ad allontanarsi dal capannone. I rifugi forniscono ombra e riparo da pioggia e vento. Le zone coperte dovrebbero essere di almeno 8 m2 ogni 1000 animali.
  • Alberi, arbusti e coperture fanno sentire le galline più sicure mentre esplorano il pascolo. Le galline hanno paura degli spazi aperti.
  • Negli intercicli rinnovare la vegetazione con particolare attenzione alle zone vicino al capannone e agli uscioli.
  • Arricchire i pascoli con tronchi di alberi e cassette di sabbia coperte per favorire i bagni di sabbia.
  • Alcune piante sono tossiche per le galline (cicuta, aconito, ligustro, tasso, belladonna, rafano) e il pascolo dovrebbe essere disinfestato dalle suddette essenze. Altre piante possono determinare un sapore sgradevole nelle uova e dovrebbero essere anch'esse rimosse dal pascolo.
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Gli animali dovrebbero distribuirsi uniformemente sull'intera superficie del pascolo.
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Il pascolo deve essere ben drenato per impedire ristagni di acqua.

Accesso al pascolo:

(attenersi alla legislazione locale per ciò che riguarda gli allevamenti all'aperto)

  • Le galline che andranno accasate in allevamenti all'aperto, dovrebbero essere allevate in fase pollastra in allevamenti con accesso al pascolo.
  • In fase pollastra l'accesso al pascolo deve avvenire dopo la completa impiumagione degli animali.
  • Le galline dovrebbero essere incoraggiate ad esplorare il pascolo aprendo gli uscioli dopo il raggiungimento del picco di deposizione e camminando nel capannone per spingerle ad uscire.
  • Introdurre gli animali al pascolo gradualmente, dopo che gli stessi hanno imparato a deporre nei nidi. Dopo l'accasamento nel capannone di deposizione l'accesso al pascolo dovrebbe essere successivo al raggiungimento del picco di deposizione.

I Predatori

Gli allevamenti all'aperto devono far fronte al rischio della presenza di predatori. Ci sono molti tipi di predatori: mammiferi (cani, volpi, tassi ecc.), grandi rettili (serpenti, sauridi), e uccelli rapaci (falchi, gufi ecc). I predatori possono uccidere o ferire le galline. Alcuni uccidono e feriscono più capi di quelli necessari al loro sostentamento. L'attacco dei predatori, inoltre, causa panico nel gruppo, favorendo ammucchiamenti e a volte l'insorgenza di plumofagia.

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Le volpi sono frequenti visitatori degli allevamenti di galline. Foto: "Fox", per gentile concessione di Airwolfhound, con licenza CC BY-SA 2.0.
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I rapaci attaccheranno le galline esposte nei pascoli aperti. Foto: "Falco dalla coda rossa", per gentile concessione di Fryderyk Supinski, con licenza CC BY-SA 2.0.

Suggerimenti per evitare attacchi di predatori:

  • Prevedere una recinzione permanente alta almeno 1,8 m con 30 cm a sbalzo verso l'esterno, per evitare che i predatori possano scavalcarla. La maglia della recinzione deve essere abbastanza stretta per evitare di essere attraversata.
  • Interrare la rete per almeno 0,25 m nel terreno, per impedire ai predatori di poterla otrepassare scavando un passaggio sotterraneo.
  • Una rete tesa sopra il pascolo sarebbe ideale per evitare sia l'attacco di rapaci sia il contatto diretto con altri uccelli selvatici.
  • Mantenere il pascolo sfalciato per evitare che i predatori possano avvicinarsi senza essere preventivamente individuati.
  • Vecchi CD o altri materiali riflettenti possono essere appesi nelle aree di pascolo per allontanare gli uccelli rapaci.
  • Utilizzare trappole fuori dalle recinzioni in caso di avvistamento di predatori.
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Serpenti e rettili sono potenziali predatori. Foto: "Gopher Snake", per gentile concessione di Eric Sonstroem, con licenza CC BY-SA 2.0.
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Cani selvatici e domestici o lupi. Foto: "Dingo", per gentile concessione di TheGirlsNY, con licenza CC BY-SA 2.0.

Recinzioni Elettrificate

  • Una recinzione elettrificata garantisce un'ottima protezione nei confronti della maggior parte dei predatori.
  • Due linee elettrificate dovrebbero essere posizionate sulla recinzione: una a metà altezza e l'altra appena al di sopra del livello del terreno.
  • La linea elettrificata esterna dovrebbe essere a 25 cm dal suolo e a 0,6 m dalla recinzione primaria. Un filo conduttore può essere posizionato fra il filo elettrificato e il suolo per impedire che i predatori passino al di sotto.
  • Le recinzioni, il trasformatore e le connessioni, devono essere ben manutenuti per garantirne il funzionamento. 
  • L'erba sotto la recinzione deve essere mantenuta e tagliata per prevenire un cortocircuito, e controlli regolari dovrebbro essere fatti sui collegamenti tra le sezioni e il trasformatore.
Registrazione Dati
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Quali Dati Registrare

Giornalieri:

  • Numero morti o abbattuti
  • Numero uova di prima e seconda scelta raccolte, e uova deposte fuori dal nido. Produzione totale giornaliera.
  • Temperatura massima e minima nella struttura
  • Consumo acqua
  • Consumo mangime

Settimanali:

  • Peso corporeo e uniformità
  • Peso medio uovo
  • Impiumagione (vedi classificazione)
  • Ore di luce
  • Formulazione mangime
Cronoprogramma Quotidiano
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Attrezzature e Ambiente

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Attrezzature e Ambiente

Acqua
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Sistema di Distribuzione dell'Acqua

  • Il tipo di abbeveratoi usati in fase pollastra dovrebbero essere gli stessi in deposizione. Anche l'utilizzo degli stessi ugelli è consigliato (tipologia verticale vs 360°).
  • In generale si raccomanda l'utilizzo di abbeveratoi con ugello a 360°, specialmente se gli animali sono trattati al becco.
  • Assicurarsi che l'acqua distribuita sia gradita agli animali e disponibile in ogni momento. Mantenere l'acqua fresca e pulita risciacquando le linee settimanalmente durante tutta la durata del ciclo. Risciacquare le linee nelle ore notturne, prima dell'accensione delle luci.
  • Registrare giornalmente il consumo dell'acqua. Un calo del consumo dell'acqua è spesso il primo sintomo dell'insorgenza di qualche problema.
  • Si raccomanda di effettuare regolarmente la disinfezione dell'acqua con specifici prodotti autorizzati.
  • Nei sistemi in voliera le linee di abbeveraggio devono essere posizionate davanti ai nidi. Evitare di usare linee di abbeveratoi nei piani sopra i nidi.

Abbeveratoi a tazzina

  • Le tazzine devono essere riempite manualmente almeno durante i primi tre giorni, per abituare i pulcini a bere.
  • Gli abbeveratoi con superficie dell'acqua libera (abbeveratoi supplementari o a campana) si sporcano facilmente e dovrebbero essere puliti giornalmente.


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Tazzina all'altezza del dorso dei pulcini
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Abbeveratoio all'altezza della testa dei pulcini
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Le linee di abbeveratoi sospese con ugello a 360° devono essere regolate all'altezza corretta, consentendo agli animali di accedervi agevolmente.

Abbeveratoi a goccia

  • Gli abbeveratoi a goccia sono preferibili in quanto sono sistemi chiusi e quindi con maggiori garanzie sanitarie.
  • In prima settimana regolare la pressione delle linee di abbeveraggio in modo tale da avere una goccia d'acqua sospesa a livello dell'ugello, al fine di favorirne l'individuazione da parte dei pulcini. Eseguire la stessa operazione durante la prima settimana successiva al trasferimento in produzione. Al contrario, la presenza delle gocce a livello dell'ugello dopo la prima settimana dall'accasamento, è indice di pressione bassa delle linee d'acqua. La pressione deve essere quindi regolata al livello appropriato all'età degli animali.
  • Le tazzine a spruzzo sono utili durante lo svezzamento nei climi caldi.
  • Gli abbeveratoi a goccia con ugello a 360° aiutano i pulcini ad accedere facilmente all'acqua.
  • Per i pulcini trattati al becco in incubatoio, usare solo abbeveratoi a goccia con ugello a 360°.
  • Gli abbeveratoi dovrebbero erogare un minimo di 60 ml di acqua al minuto/per ugello nelle strutture per ovaiole adulte. Questo parametro tuttavia può variare in base al produttore del sistema di abbeveraggio.
  • Il capannone di produzione deve avere una temperatura compresa tra i 18–25°C e un'umidità relativa compresa tra il 40 e il 60%. 

Qualità dell'Acqua

  • Gli animali devono avere accesso costante ad acqua di buona qualità.
  • Il consumo di acqua e di mangime sono correlati tra loro: se le galline non assumono abbastanza acqua, consumano anche meno mangime, di conseguenza vi è un impatto negativo sulla produzione.
  • Come regola generale, un'ovaiola in buono stato sanitario consuma un quantitativo di acqua (peso/peso) 1,5-2,0 volte maggiore rispetto al quantitativo di mangime ingerito. Questa proporzione aumenta con l'aumentare della temperatura.
  • Controllare la qualità dell'acqua almeno una volta all'anno. La frequenza delle analisi dipende dalla fonte di approvvigionamento. L'acqua prelevata da un pozzo naturale dovrà essere controllata più frequentemente rispetto a quella di acquedotto.
  • L'acqua deve essere potabile, e deve essere testata periodicamente per verificarne la qualità e i livelli di agenti inquinanti o patogeni. Si procede prelevando due campioni: uno dalla fonte, prima dell'immissione nel sistema di abbeveraggio, e un secondo campione alla fine delle linee di abbeveraggio. Il primo campione rappresenta la qualità dell'acqua all'ingresso dell'impianto, mentre il secondo campione rappresenta la qualità effettiva dell'acqua bevuta dagli animali. Questo raffronto serve inoltre a valutare l'efficacia delle disinfezioni effettuate.
  • Lasciare scorrere l'acqua per 2 minuti prima di prendere un campione d'acqua di pozzo. Mantenere i campioni sotto i 10°C e consegnarli al laboratorio entro 24 ore.
  • L'acqua di superficie necessita di controlli più frequenti, essendo più esposta a fattori climatici e precipitazioni.
  • I pozzi chiusi che attingono alle falde acquifere o ai bacini artesiani, offrono una qualità dell'acqua più uniforme rispetto ai bacini in superficie, ma di solito contengo una maggiore concentrazione di minerali disciolti.
  • La presenza di batteri coliformi indica che la fonte d'acqua è contaminata con escrementi animali o umani.
  • Alcune fonti d'acqua contengono alti livelli di minerali disciolti come calcio, sodio e magnesio. In questo caso, la formulazione del mangime deve tenerne conto.
  • La temperatura ideale dell'acqua somministrata ai pulcini è compresa tra 20–25°C, mentre per le ovaiole tra i 15–20°C.
  • Il pH ideale dell'acqua è tra 5-7, per garantirne una buona sanificazione, aumentarne il consumo, di conseguenza stimolare l'assunzione di mangime e mantenere lo stato di salute generale del tratto gastrointestinale superiore.
  • Qualora la qualità dell'acqua non fosse ottima, l'intestino potrebbe risentirne, e conseguentemente ridurre l'efficienza nell'assunzione dei nutrienti.
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1 Carter & Sneed, 1996. Drinking Water Quality for Poultry, Poultry Science and Technology Guide, North Carolina State University Poultry Extension Service. Guida n. 42 2 Marx and Jaikaran, 2007. Water Analysis Interpretation. Agri-Facts, Alberta Ag-Info Centre. Vedi http://www.agric.gov.ab.ca/app84/rwqit per strumento online per l'analisi dell'acqua (Water Analysis Tool) 3 Watkins, 2008. Water: Identifying and correcting challenges. Water: Identifying and Correcting Challenges. Avian Advice 10(3): 10-15 University of Arkansas Cooperative Extension Service, Fayetteville
Aria
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  • Il capannone di produzione deve avere una temperatura compresa tra i 18–25°C e un'umidità relativa compresa tra il 40% e il 60%.
  • Il parametro generale per determinare la capacità di ventilazione necessaria considera 4 m3 di aria / chilogrammo di peso corporeo / ora.
  • La ventilazione è fondamentale per:
  • Fornire ad ogni animale l'ossigeno necessario 
  • Rimuovere umidità dal capannone
  • Rimuovere l'anidride carbonica prodotta dagli animali
  • Rimuovere la polvere
  • Diluire gli organismi patogeni presenti nell'aria
  • Sistemi di ventilazione a pressione positiva permettono di fare uscire l'aria, ricca di umidità e gas nocivi, dalle finestre e dagli uscioli, evitando che l'aria fredda e umida esterna causi un peggioramento della lettiera, in particolare davanti agli uscioli.
  • Nei capannoni a ventilazione longitudinale, se le galline sono tenute all'interno a causa del clima caldo, assicurarsi che la densità sia appropriata e la ventilazione sufficiente.
  • I limiti dei gas nocivi a livello del pavimento del capannone sono: 
  • ammoniaca (NH3) <25 ppm
  • anidride carbonica (CO2) <5.000 ppm
  • monossido di carbonio (CO) <50 ppm (misurato su 8 ore)
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Ricambio dell'Aria (m3 / ora per 1.000 capi), per temperatura ambiente per età in settimane. Ringraziamento: Dr. Hongwei Xin, Professore
Temperatura
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Fisiologia della Termoregolazione

  • La termoregolazione è la capacità di controllare la temperatura corporea. Questa funzione fisiologica richiede circa 10 giorni dalla nascita per essere sviluppata dal pulcino.
  • Esistono due meccanismi per regolare la temperatura corporea: la termoregolazione comportamentale, e la termoregolazione neurale.
  • La termoregolazione comportamentale viene attuata quando la temperatura ambientale è troppo bassa e quindi i pulcini, "rannicchiandosi" o "raggruppandosi", cercano di ridurre la superficie corporea esposta, al fine di limitare la perdita di calore. Questo riflesso è presente già dal primo giorno di vita del pulcino.
  • La termoregolazione neurale avviene attraverso uno stimolo del sistema nervoso ed è caratterizzata da una reazione che provoca "brividi". La termoregolazione neurale può richiedere fino a quattro settimane per svilupparsi. Quando questa capacità viene del tutto sviluppata, l'animale sarà in grado di regolare autonomamente la propria temperatura corporea.
  • Una parte importante del processo di acquisizione della capacità di termoregolazione è la crescita delle piume, che fungono da isolante.
  • Lo stress termico si verifica quando le galline sono sottoposte a temperature superiori o inferiori rispetto a quella ideale. Per le galline ovaiole, la zona termoneutra è compresa tra 18-25°C. Quando gli animali sono sottoposti a temperature al di fuori di questo intervallo, devono impiegare energia per mantenere stabile la propria temperatura corporea e le attività metaboliche. Questo processo sottrae energia altrimenti impiegata per la crescita corporea, e successivamente la produzione di uova, con conseguente calo delle prestazioni.
  • Le pollastre giovani hanno difficoltà a regolare la temperatura corporea fino a quando non sono completamente impiumate. Lo stress termico dovuto a temperature eccessivamente alte o basse, può causare uno stato di immunodepressione, e rendere quindi gli animali più vulnerabili alle malattie. In conseguenza si possono riscontrare tappi a livello della cloaca, scarsa assunzione di mangime e incremento della mortalità, quando animali giovani sono sottoposti a basse, o alte temperature per periodi prolungati. Anche le oscillazioni importanti della temperatura (> 4°C) prolungate per più giorni, possono causare i medesimi problemi. Mantenere quindi il più possibile la temperatura dell'ambiente entro la zona termoneutrale.
  • Nei mesi estivi temperature ambientali elevate spesso sono accompagnate da elevata umidità relativa. Lo stress da calore può influenzare profondamente la produttività di un gruppo. A temperature ambientali superiori a 33°C, elevata mortalità e grandi perdite di produzione, sono facilmente riscontrabili. A temperature meno estreme, lo stress da calore è spesso trascurato, dato che la mortalità, la perdita di produzione, il peggioramento della qualità del guscio, sono tanto meno rilevanti quanto più ci si avvicina alla zona termoneutrale. Tuttavia è un aspetto da tenere sempre in considerazione e sotto controllo. I gruppi cresciuti in ambienti freddi avranno più difficoltà da adulti ad adattarsi a climi caldi.
  • Per maggiori informazioni consultare l'approfondimento tecnico "Gestione Stress da Calore."
Trespoli
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  • I trespoli sono essenziali per allevare pollastre destinate ad allevamenti di deposizione in voliera.
  • I trespoli arricchiscono l'ambiente di allevamento e permettono agli animali di esprimere il loro naturale comportamento.
  • L'utilizzo dei trespoli favorisce l'attitudine al salto, svilluppando la muscolatura delle gambe e del petto. Favoriscono lo sviluppo e la resistenza ossea incrementando e migliorando la fissazione del calcio. Inoltre favoriscono l'attitudine al nido e stimolano gli animali ad una maggiore mobilità nei sistemi a voliere multipiano.
  • I trespoli riducono la competizione sociale permettendo alle galline di trovare aree di riposo meno affollate.
  • I trespoli aumentano lo spazio vitale nell'allevamento.
  • La presenza di trespoli permette alle galline di appollaiarsi durante la notte.
  • L'utilizzo dei trespoli riduce il rischio di ammucchiamenti.
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Trespolo piramidale
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Trespolo linea acqua
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Trespoli sopra le mangiatoie

Configurazione dei Trespoli

  • Gli animali allevati a terra dovrebbero avere accesso ai trespoli e ai posatoi non oltre i 10 giorni di età.
  • L'altezza dei trespoli non dovrebbe superare 1 m, per evitare che le galline possano ferirsi.
  • Lo spazio minimo di trespolo previsto per capo è di 15 cm.
  • Separare le linee dei trespoli minimo di 30 cm per evitare cannibalismo e plumofagia dovuti alla eccessiva vicinanza degli animali.
  • Posizionare trespoli anche sui posatoi per mantenere una buona lettiera e ridurre la deposizione a terra.
  • Non utilizzare trespoli realizzati con materiali scivolosi.
  • I trespoli devono supportare la pianta della zampa e essere confortevoli.
  • Se possibile usare lo stesso tipo di trespoli in fase pollastra e in deposizione.
  • Non utilizzare trespoli sulle linee degli abbeveratoi in fase pollastra se in deposizione è previsto un dissuasore elettrico sulle linee di distribuzione dell'acqua.
  • I trespoli devono essere facili da pulire e disinfettare nel periodo di vuoto sanitario.
  • Sigillare eventuali fessure, crepe e le estremità aperte dei tubi, per ridurre la possibilità di annidamento degli acari rossi. (Dermanyssus gallinae).
  • I trespoli sono idealmente posizionati sulle mangiatoie, e nei piani più alti dei sistemi in voliera.
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Trespolo in Voliera
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Piattaforme elevate
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Trespolo su posatoio
Lettiera
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La lettiera serve a diluire le feci e assorbire l'umidità. Possono essere utilizzati vari tipi di materiale, atti a migliorare il benessere degli animali e permettere loro i "bagni di sabbia". Una buona lettiera permette alle galline di sviluppare comportamenti naturali quali la ricerca di cibo e il razzolamento. Una buona lettiera deve essere assorbente, non impaccata, non tossica e inadatta alla crescita di muffe. Deve avere un alto contenuto in carbonio per essere facilmante compostabile. Deve avere uno spessore di 5 cm all'accasamento in deposizione. Un aspetto molto importante è il controllo dell'umidità, lettiere con umidità > 30% liberano un'eccessiva quantità di ammoniaca e favoriscono la selezione di microorganismi patogeni. Il livello di umidità ottimale di una lettiera è compreso tra il 25-30%. I sistemi di abbeveraggio, e quelli di raffrescamento, se non manutenuti e gestiti correttamente, possono bagnare la lettiera e causare quindi problemi di qualità della stessa.

Alcuni tipi di materiali usati come lettiera:

  • Sabbia o ghiaia fine (fino a 8mm di diamentro)
  • Truciolo di legno
  • Paglia di grano, farro o segale ecc.
  • Corteccia da pacciamatura
  • Scaglie di legno grossolane
  • Lolla di riso

La scelta del materiale spesso dipende dalla disponibilità in loco, ma deve comunque essere un giusto compromesso fra costo, benessere animale, e sicurezza per l'uovo. Ogni tipo di lettiera ha vantaggi e svantaggi. È comunque importante abituare gli animali alla lettiera fin dalla fase pollastra. Animali abituati alla lettiera prima delle 2 settimane di età dimostrano minore predisposizione a fenomeni di nervosismo e plumofagia.

Come mantenere una lettiera asciutta

  • Utilizzare materiali di buona qualità e con alta capacita assorbente.
  • Mantenere una ventilazione sufficiente per un buon ricambio dell'aria.
  • Controllare e riparare eventuali perdite di acqua degli abbeveratoi. Regolare correttamente il livello dell'acqua negli abbeveratoi a campana.
  • Regolare gli abbeveratoi alla giusta pressione e alla corretta altezza per prevenire perdite di acqua.
  • Assicurarsi che il drenaggio dell'acqua piovana sia efficiente per evitare infiltrazioni nel capannone.
  • Rimuovere la lettiera incrostata e sostituirla con materiale asciutto e pulito.
  • Occasionalmente fresare la lettiera per prevenire la formazione di croste. Incoraggiare le galline a beccare e razzolare distribuendo piccole quantità di mangime sulla lettiera.
  • Rimuovere la lettiera in eccesso per prevenire le uova a terra e mantenere una buona qualità dell'aria (ridurre la polvere).
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Sabbia
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Truciolo di legno
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Paglia

Materiali per Lettiera


Sabbia o ghiaia fine (<8 mm)

Vantaggi: Riduce la crescita batterica rispetto alle lettiere di materiale organico. Temperatura superficiale inferiore. Permette i bagni di sabbia.

Svantaggi: La sabbia è abrasiva per strutture e attrezzature. Sistemi di riciclaggio della sabbia potrebbero dover essere acquistati. Difficile da rimuovere dai capannoni durante la pulizia.

Note: È meno coibentante di altri materiali.

Truciolo di legno

Vantaggi: È una lettiera comune, con forte potere assorbente e facilmente compostabile.

Svantaggi: Il truciolo derivato da legno duro può generare schegge che possono ferire gli animali. La segatura ha una capacità assorbente inferiore al truciolo, e tende a impaccarsi facilmente, specialmente in presenza di elevata umidità.

Note: I trucioli di legno dovrebbero essere ricavati da alberi a legno tenero; può aumentare l'incidenza della plumofagia; disponibilità limitata e prezzi elevati in alcune aree.

Paglia

Vantaggi: È più assorbente del truciolo.

Svantaggi: La paglia si impacca più facilmente rispetto ai trucioli di legno o alla corteccia; ciò può causare lesioni plantari. L'uso della paglia può aumentare l'incidenza della plumofagia. La paglia di scarsa qualità può favorire lo sviluppo di muffe come l'aspergillus.

Note: La paglia utilizzata può derivare da orzo, lino, avena, grano. La paglia di grano è la più utilizzata. Questa deve essere trinciata per ridurla a dimensioni non superiori a 2,5 cm.

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Cippato di legno
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Lolla di riso
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Corteccia/Cippato di legno

Vantaggi: Buona capacità di trattenere l'umidità.

Svantaggi: La frazione di dimensioni maggiori a 2,5 cm può impaccarsi eccessivamente. L'eccessiva umidità può determinare la formazione di muffa.

Note: Simile al truciolo di legno.

Lolla di riso

Vantaggi: Non trattiene bene l'acqua, la maggior parte dei liquidi percola rapidamente sul fondo. 

Svantaggi: Minore capacità di trattenere l'umidità.

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Addestramento al Nido

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Addestramento al Nido

Addestramento al Nido
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Aprire i nidi e sollevare alcune tendine immediatamente dopo il trasferimento per favorirne l'esplorazione. Il posatoio può essere inclinato veso i nidi per semplificare l'accesso.
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I nidi dovrebbero avere un'area di sosta al loro ingresso per consentire alle galline di esaminarli e accedervi facilmente con sufficiente spazio a disposizione.
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Le rampe facilitano i cambi di livello e riducono l'affollamento davanti ai nidi. Utilizzare rampe quando il dislivello è maggiore di 90 cm.

Prevenire le Uova a Terra negli Allevamenti in Voliera e a Terra

  • Allevare le pollastre in voliera o a terra, in strutture simili agli allevamenti di destinazione.
  • Allenare le pollastre a saltare precocemente dando accesso al sistema già a 15 giorni di età. Negli allevamenti a terra prevedere la presenza di trespoli e posatoi.
  • Prevedere un'illuminazione uniforme all'interno del capannone. Utilizzare lampadine con una buona diffusione della luce per evitare di creare zone di ombra sotto le mangiatoie e negli angoli.
  • La disposizione delle luci deve permettere una buona illuminazione dell'ingresso dei nidi, garantendo però che l'interno rimanga oscurato.
  • Elimina gli angoli dove alle galline piace deporre le uova. L'uso di fili elettrici dissuasori è efficace se consentito dalla normativa locale.
  • Per ulteriori informazioni consultare l'approfondimento "Attitudine al Nido: gestione del nido e delle uova deposte a terra."
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È importante addestrare gli animali appena accasati ad appollaiarsi nel sistema voliera e non sulla lettiera.
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Le linee degli abbeveratoi non devono ostacolare l'accesso al nido.
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Il posizionamento di paratie perpendicolari ai nidi ogni 6-7 m può ridurre l'eccessivo affollamento dei nidi in testata al capannone.

Gestione dei Nidi

  • Nei sistemi in voliera camminare nei corridoi la sera per evitare che le galline rimangano sul pavimento a dormire.
  • Raccogliere manualmente gli animali rimasti a terra e posizionarli nei piani superiori per abituarli a dormire sul sistema.
  • Se la voliera permette di chiudere gli animali all'interno del sistema nelle ore notturne (se consentito dalla normativa locale), questo può favorire durante il periodo di transizione l'addestramento delle ovaiole a deporre nei nidi. Non aprire la voliera finché le galline non depongono nel nido. Nei sistemi con nidi automatici, impostare l'apertura degli stessi un'ora prima dell'alba naturale o artificiale, considerando quella che si verifica per prima.
  • Sollevare alcune tende per incoraggiare l'esplorazione del nido dal primo giorno dopo il trasferimento.
  • Camminare frequentemente nel capannone al mattino per le prime 8 settimane dopo il trasferimento in produzione. Mentre si cammina allontanare gli animali dalle aree di riposo, dagli angoli e indirizzarli verso i nidi. Al contrario, se gli animali presentano già una buona attitudine al nido, e la presenza di una persona li attira al di fuori, non attuare questa pratica.
  • Durante le prime settimane di deposizione lasciare alcune uova nei nidi per incoraggiarne l'utilizzo.
  • Non consentire l'accesso alle zone esterne al capannone fino a quando le galline non hanno imparato ad usare il nido per deporre (se consentito dalla normativa locale).
  • Raccogliere le uova a terra frequentemente. Tale operazione è molto importante all'inizio della deposizione. Le galline sono stimolate a deporre a terra se vedono altre uova.
  • Assicurarsi che tutte le uova a terra siano state raccolte prima dello spegnimento delle luci.

I Nidi

  • Assicurarsi che il numero di nidi sia sufficiente ai capi presenti (6 capi per nido o 120 capi per m2 di nido in colonia) e che le galline usino tutti i nidi presenti. Dividere il capannone in settori nel caso in cui solo pochi nidi siano utilizzati ed eccessivamente affollati.
  • Disporre una rampa o un trespolo all'ingresso del nido può consentire un facile accesso.
  • Rimuovere ogni ostacolo che possa rendere difficoltoso l'accesso. Le mangiatoie non devono essere davanti ai nidi.
  • Nelle voliere con nidi all'interno del sistema, posizionare le linee d'acqua davanti ai nidi e nei livelli più bassi, ma in modo da non creare un ostacolo alla movimentazione intorno al nido.
  • Le linee degli abbeveratoi soggette a oscillazioni possono scoraggiare le galline a andare verso i nidi. Quindi bloccare gli abbeveratoi adeguatamente. Non posizionare le linee dell'acqua nei piani al di sopra dei nidi.
  • I nidi devono essere oscurati (<0,5 lux), riparati, confortevoli e liberi da ingombri.
  • Se in prossimità dei nidi sono presenti delle luci, accenderle 1-1,5 ore prime della accensione delle luci del capannone, per attirare le ovaiole in prossimità. Spegnere le luci vicino ai nidi 1 ora dopo l'accensione delle luci del capannone. I tubi a led si prestano bene a tale scopo.
  • Sospendere l'utilizzo delle luci vicino al nido dopo le 26 settimane di età.
  • Se i nidi alle estremità della fila, o negli angoli, si presentano sovraffollati, l'aggiunta di false pareti o tramezzi (perpendicolari ai nidi e posizionati ogni 5-7 m) può ridurre questo fenomeno.
  • Chiudere i nidi di notte. Evitare che le galline vadano a dormire nei nidi.
  • Sostituire i tappetini dei nidi usurati.

Gestione del Capannone

  • Mantenere uno spessore della lettiera non superiore a 5 cm. Una lettiera più profonda favorisce il comportamento da chioccia. Rimuovere la lettiera in eccesso se necessario.
  • I gruppi che andranno accasati in allevamenti di deposizione completamente su posatoio, dovrebbero essere allevati anche in fase pollastra su posatoio o rete.
  • Si consiglia la presenza di trespoli (rigidi) su mangiatoie e abbeveratoi.
  • Programmare la distribuzione del mangime quando si accende la luce e in seguito 4-5 ore dopo (intorno a metà giornata), quando la maggior parte delle uova è stata deposta. Non disturbare le galline durante l'orario di massima deposizione delle uova.
  • Programmare la squenza di spegnimento delle luci in modo da incoraggiare gli animali a posizionarsi sul posatoio, e/o all'interno della voliera durante la notte. 
  • Garantire una buona ventilazione in tutta la struttura. Un ambiente fresco rende gli animali più attivi, mentre il caldo li rende più apatici.

Fattori che Influenzano l'Incidenza delle Uova a Terra

Addestramento al nido

  • Distribuire il mangime durante le ore di massima deposizione allontana gli animali dal nido

Progettazione dell'attrezzatura

  • Abbeveratoi, mangiatoie o arricchimenti vari che ostacolino l'accesso al nido
  • Spessore lettiera
  • Assenza o scarsità di rampe che agevolino il passaggio tra livelli

Nidi

  • Numero e/o superficie dei nidi insufficiente
  • Nidi collocati in zone rumorose o soggette a vibrazioni
  • Tappetini usurati che rendono i nidi scomodi
  • Nidi sporchi o maleodoranti (questo può verificarsi quando i nidi non sono chiusi di notte o sono sporchi di contenuto di uova)
  • Nidi troppo illuminati

Ambiente

  • Sovraffollamento e difficoltà di movimentazione tra nidi
  • Ventilazione irregolare, nidi troppo freddi e con presenza di spifferi. In estate la ventilazione irregolare può far sì che alcuni nidi siano troppo caldi e con aria stagnante
  • Illuminazione disomogenea
  • Stress da calore
  • Dispersioni elettriche (nuova costruzione, riparazioni elettriche recenti)

Gestione alimentare

  • Distribuire il mangime durante le ore di massima deposizione allontana gli animali dal nido

Stato sanitario

  • Problematiche alle zampe (Stafilococco, Enterococco, Mycoplasme synoviae)
  • Ferite procurate durante le manipolazioni, il trasferimento, o nella struttura stessa
  • Nidi infestati da insetti (acari, pulci, zecche)
  • Nidi infestati da roditori
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Problematiche Comportamentali

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Problematiche Comportamentali

Plumofagia
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Una buona impiumagione è un importante indicatore di benessere. La piume proteggono la pelle dalle lesioni e dalla luce solare diretta. Una buona copertura di piume fornisce isolamento dal freddo e migliora l'efficienza alimentare. Le galline più vecchie con una buona impiumagione sono più commerciabili e mantengono un valore maggiore.

Le galline hanno all'interno del loro gruppo un'organizzazione gerarchica. Qualche beccata tra animali è un comportamento normale per stabilire una gerarchia. In natura gli uccelli trascorrono una parte significativa della giornata in cerca di cibo. Gli ambienti che limitano in qualche modo una corretta alimentazione favoriscono l'insorgere della plumofagia. In casi estremi può verificarsi cannibalismo. La plumofagia può essere in parte limitata riducendo l'intensità della luce e effettuando il trattamento al becco. Tuttavia queste azioni sono puramente palliative, la causa del problema deve essere risolta all'origine. 

Fattori che Influenzano l'incidenza della Plumofagia

Carenze Nutrizionali

  • Basso tenore proteico e squilibrio aminoacidico, in particolare metionina e arginina
  • Carenze minerali, es. calcio, sodio

Formulazione Dieta

  • Basso contenuto in fibre, granulometria del mangime eccessivamente fine, o mangime in pellet. Mangime distribuito male o in tempi troppo ristretti
  • Rapidi cambiamenti delle materie prime o della granulometria del mangime
  • Beccare le penne nella zona dell'uropigio (ghiandola alla base della coda) può essere sintomo della carenza di sali minerali nel mangime. In animali di 3-6 settimane può anche essere sintomo di infezione da malattia di Gumboro

Stress Ambientale

  • Forti rumori
  • Stress da calore
  • Alcuni materiali usati per la lettiera, come polvere di truciolo o segatura
  • Gruppi di animali troppo grandi causano una maggiore instabilità delle gerarchie sociali
  • Alta densità/sovraffollamento, portano a minore spazio a disposizione per accedere alla mangiatoia, all'acqua e al nido
  • Infestazione pidocchio, anche moderata

Caratteristiche Specifiche al Gruppo 

  • Trattamento del becco non effettuato correttamente; scarsca uniformità 
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Soggetto con impiumagione inadeguata.
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Strategie di Prevenzione della Plumofagia

  • Le misure di prevenzione sono molto più efficaci se applicate in fase pollastra o all'inizio della deposizione, rispetto ad animali più vecchi che già manifestano il problema in modo cronico.
  • Utilizzare ambienti simili in fase pollastra e deposizione quando è possibile. Prevedere molti trespoli in entrambe le fasi di allevamento. Al fine di ridurre il rischio di beccata a livello della cloaca, evitare i trespoli che dispongano la cloaca degli animali che li utilizzano a livello degli occhi degli animali a terra.
  • Utilizzare le intensità luminose raccomandate. Nei gruppi che manifestano il problema una riduzione dell'intensità luminosa può aiutare a calmare gli animali.
  • Assicurarsi che i nidi siano oscurati (<5 lux).
  • Ridurre la densità di allevamento se possibile. Ridurre le dimensioni del gruppo dividendolo in sottogruppi separati da recinzioni.
  • Ridurre il più possibile lo stress da caldo nei mesi estivi. Per ulteriori informazioni consultare l'approfondimento “Gestione dello Stress da Calore."
  • Predisporre appositi blocchi e oggetti vari che possano essere beccati dalle galline, al fine di facilitare la smussatura del becco, e tenere impegnati gli animali.
  • Arricchire l'allevamento aggiungendo covoni di erba medica, e/o oggetti come corde, bottiglie di plastica e qualsiasi altro oggetto non pericoloso per l'animale, che possa attirarne l'attenzione e costituire una distrazione.
  • Incoraggiare la ricerca del cibo, per esempio distribuendo nel pomeriggio piccole quantità di grano sulla lettiera. Rimuovere velocemente gli animali feriti o morti dal capannone.
  • Rimuovere i soggetti che dimostrano di avere comportamenti aggressivi e cannibali.
  • Mantenere il capannone in una buona condizione generale, eliminare fonti di dispersione elettrica, spigoli vivi e aree dove gli animali possonno rimanere intrappolati.
  • L'utilizzo di abbeveratoi a goccia riduce la plumofagia.
  • Per maggiori informazioni consultare "Valutazione dell'Impiumagione".
Ammucchiamenti
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Le galline possono ammucchiarsi per ragioni a volte ignote, e causare il soffocamento di alcuni soggetti. Capire se vi è un orario in particolare al quale gli animali tendono ad ammucchiarsi aiuta a individuarne le cause. Inoltre camminare nel capannone durante questi orari può prevenire il fenomeno e di conseguenza evitare i soffocamenti.

Possibili cause di ammucchiamento:

  • L'entrata nell'allevamento di predatori e la presenza di popolazioni di roditori possono causare panico nel gruppo.
  • Aree eccessivamente calde e scarsamente ventilate possono indurre ad ammucchiamenti.
  • La luce esterna che entra dalle finestre crea delle zone al suolo particolarmente illuminate, le quali possono favorire ammucchiamenti.
  • La ricerca di un'area per deporre.
  • Elevata intensità luminosa o cambiamenti improvvisi del programma luce.
  • Tremolio della luce.
  • Persone, movimenti, attività varie, che attirano gli animali verso un punto paticolare.

Buone Pratiche di Prevenzione degli Ammucchiamenti:

  • Smussare gli angoli dei capannoni per evitare che gli animali vi si concentrino.
  • Posizionare bancali in legno o oggetti simili nei punti dove il problema si verifica, per facilitare la dispersione delle galline.
  • Posizionare pannelli perpendicolari ai nidi per evitare ammucchiamenti nei nidi in testata.
  • La riproduzione di musica nella struttura può mantenere gli animali più calmi e meno reattivi ai rumori. Questa pratica è più efficace se eseguita già in fase di sviluppo della pollastra.
  • Alimentare le galline prima che la luce si spenga favorisce un'uniforme distribuzione degli animali nel capannone.
Gestione Luce
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  • Le verande (giardini d'inverno) dovrebbero essere provviste di illuminazione.
  • Tenere le lampade pulite per evitare perdita di luce.
  • Per non creare zone d'ombra, verificare che tutte le lampade siano funzionanti e che non siano troppo distanti l'una dall'altra. 
  • Le superfici bianche o a specchio riflettono la luce e aumentano la sua intensità.
  • Adattare il programma luce alle condizioni locali, se necessario.
  • Al momento del trasferimento, il capannone di svezzamento e di produzione devono avere le stesse ore di luce.
  • La stimolazione luminosa deve prolungarsi per tutto il periodo del picco di deposizione (raggiungere le 16 ore di illuminazione aprossimativamente a 25 settimane di età).
  • L'intensità luminosa nelle pollastre deve aumentare gradualmente nelle 2 settimane precedenti al trasferimento in deposizione (ma non prima delle 15 settimane di età). Al momento del trasferimento l'intensità luminosa nelle pulcinaie dovrebbe essere la stessa che gli animali troveranno nell'allevamento di deposizione.
  • Negli allevamenti all'aperto il programma luce artificiale deve considerare l'influenza della luce naturale. È importante che le luci interne siano accese quando gli animali devono rientrare dal pascolo. Le galline non rientreranno se il capannone è buio.
Programma Luce per Capannoni Oscurati
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  • Attuare una riduzione lenta del fotoperiodo fra le 0-8 settimane, per favorire l'aumento del consumo del mangime, stimolare l'accrescimento e migliorare l'uniformità. Una riduzione del fotoperiodo ancora più lenta può essere attuata per ottenere un aumento del peso delle pollastre e potenzialmente, in seguito, del peso delle uova.
  • Un programma luce intermittente all'accasamento dei pulcini è preferibile, in caso non sia applicabile, utilizzare 20 ore di luce da 0-7 giorni.
  • Il programma luce può essere adattato agli orari lavorativi (es. raccolta delle uova in centri con più capannoni).
  • Se il gruppo al trasferimento presenta più età e scarsa uniformità, la stimolazione deve essere tarata sugli animali più giovani e/o sottopeso.
  • Utilizzare luci fredde (3500-5000 K) in pulcinaia, per assicurare uno spettro a prevalenza blu-verde.
  • Utilizzare luci calde in deposizione (2500-3000 K) per assicurare un corretto spettro luminoso tendente al rosso. 
  • Per ulteriori informazioni, consultare l'articolo “Understanding Poultry Lighting”.
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Programmi Luce su Misura per Capannoni non Oscurati

I capannoni a luce naturale possono essere difficili da gestire. Bisogna considerare la stagione in cui sono nati i pulcini e quindi le ore di luce solare. L'applicazione di Hy-Line International per la configurazione di un programma luce personalizzato, può essere utilizzato per determinare l'alba e il tramonto, e creare un programma di base. Tuttavia potrebbe essere necessario adattare ulteriormente il programma in funzione della esatta posizione e delle specifiche esigenze gestionali dell'allevamento.

Programma Luce per Sistemi a Voliera
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Simulazione Alba e Tramonto

  • La simulazione dell'alba e del tramonto attraverso l'illuminazione sequenziale, viene utilizzata per spostare gli animali nello spazio del sistema voliera. L'alba porta le galline a muoversi verso il basso e fuori dalle zone di riposo. Il tramonto al contrario, attira le ovaiole verso l'interno del sistema prima che le luci si spengano completamente, portando gli animali a posizionarsi per la notte.
  • Indicativamente 30 minuti prima dello spegnimento notturno, spegnere le luci che illuminano il pavimento; 15 minuti prima spegnere le luci del primo piano; e in ultimo spegnere le luci dei piani più alti. In questo modo si simula il tramonto naturale e si incoraggiano gli animali a salire sul sistema e a posizionarsi per la notte.
  • La mattina eseguire la sequenza al contrario per spingere gli animali a spostarsi dai piani alti verso i nidi, le mangiatoie e gli abbeveratoi.
  • L'utlizzo di tubi led correttamente posizionati permette di raggiungere lo scopo.
Controllo delle Malattie
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È fondamentale evitare il più possibile l'insorgere di patologie per ottenere il massimo dell'espressione delle caratteristiche genetiche della razza. Le malattie che possono inficiare i risultati produttivi e quindi economici sono molto variabili da una località all'altra. La sfida consiste nel prevenirle il più possibile, nell'identificarle e quindi controllarle.

Biosicurezza

  • La biosicurezza è un punto fondamentale della strategia di prevenzione. Un protocollo adeguato deve identificare e controllare le vie d'acceso all'azienda e al capannone più comuni per gli agenti patogeni.
  • Il sistema di gestione delle pulizie e disinfezioni degli allevamenti più sicuro ed efficace, che garantisce un'ottimale biosicurezza, è il "tutto pieno tutto vuoto". Questo consente una pulizia e disinfezione complete e idonee durante l'interciclo. Per maggiori informazioni consultare il "Protocollo di Pulizia".
  • Il vuoto sanitario tra i gruppi riduce il carico di agenti patogeni nella struttura.

Persone e Attrezzature

  • Consentire l'accesso alle strutture solo a visitatori necessari; fornire loro un questionario per garantire la conformità alla biosicurezza.
  • L'ingresso dei visitatori deve essere documentato in un registro.
  • Tutti i lavoratori e i visitatori devono fare la doccia in azienda e cambiarsi con indumenti puliti, indossare la retina per capelli e calzature pulite, prima di entrare nell'area protetta. Si consiglia di tenere in azienda un abbigliamento dedicato a disposizione del visitatore, e calzature dedicate per ogni capannone.
  • I veicoli del personale e dei visitatori devono essere lasciati fuori dall'area di biosicurezza.
  • Evitare l'utilizzo di squadre o attrezzature esterne per la vaccinazione, lo spostamento e il trattamento del becco.  
  • Le attrezzature e i materiali esterni devono essere disinfettati prima di entrare nell'allevamento e conservati in un deposito a prova di insetti e roditori.

Matrice di biosicurezza della struttura (tutti i visitatori devono essere verificati come negativi alla Salmonella prima di entrare)

  • Aree colpite da influenza aviaria ad alta patogenicità o da zone endemiche per la malattia di Newcastle: 7 notti
  • Viaggi Internazionali: 4 notti
  • Altri Allevamenti Avicoli: 4 notti
  • Allevamenti e industrie convenzionate (con altri allevatori di pollame o partecipanti internazionali): 3 notti
  • Luoghi Positivi alla Salmonella: 3 notti
  • Incubatoio, Mangimificio: 1 notte

Progettazione e Costruzione dell'Azienda

  • Il miglior modo di prevenire la trasmissione di malattie da un gruppo di animali più vecchio ad un gruppo più giovane e sensibile, consiste nell'allevare soltanto gruppi della stessa età e seguire il principio "tutto pieno-tutto vuoto".
  • Le strutture devono essere progettate per prevenire il contatto con volatili selvatici, insetti e roditori.
  • Predisporre una recinzione perimetrale intorno all'azienda per impedire l'ingresso di persone, animali e mezzi esterni, e per contrassegnare l'area di biosicurezza.
  • All'interno della zona pulita utilizzare veicoli dedicati.
  • Predisporre vasche con acqua e disinfettante per il lavaggio delle calzature all'ingresso delle strutture, o cambi scarpe con barriera in stile danese in ogni struttura.
  • Pareti, soffitto e pavimento dovrebbero essere costruiti con materiali lisci e impermeabili.
  • Costruire scarichi adeguati per i lavaggi.
  • Utilizzare ghiaia o cemento fuori dagli edifici per semplificare il controllo dei roditori.

Percorso Pulito

  • Accesso limitato all'interno dell'area di biosicurezza.
  • Mangimi, pollastre e attrezzature devono entrare dalla strada pulita.
  • Tutti i veicoli in ingresso devono passare attraverso il lavaggio o effettuare le consegne restando al di fuori dell'area di biosicurezza.
  • I camion per la consegna dei mangimi non dovrebbero entrare nell'area di biosicurezza. Il mangime dovrebbe essere scaricato dal camion passando sopra la recinzione perimetrale dell'azienda, o in un deposito aziendale dedicato.

Percorso Sporco

  • Utilizzare il percorso sporco per movimentare le deiezioni, la lettiera, gli animali morti e le galline a fine ciclo.
  • La rimozione dei gruppi a fine ciclo e delle deiezioni, sono momenti molto rischiosi per la biosicurezza, in quanto i mezzi e il personale adetto hanno spesso visitato altre strutture.

Mangime

  • Utilizzare ingredienti di buona qualità e regolarmente testati.
  • Ricorrere al trattamento termico (molto efficace) o il trattamento chimico dei mangimi per il controllo della Salmonella e dei batteri coliformi.
  • Evitare l'uso di proteine di origine animale. Se si utilizzano proteine di origine animale, garantire la sicurezza microbiologica mediante test di laboratorio.
  • Controlla il traffico e la sanificazione dei camion provenienti dal mangimificio.

Ingresso nella Zona di Allevamento

  • Si consiglia un cambio di calzature e abbigliamento per accedere alla struttura. I pediluvi disinfettanti devono essere collocati fuori dall'ingresso del capannone.
  • Il numero di gruppi visitati in un giorno dovrebbe essere limitato e la progressione dovrebbe considerare le età, muovendosi dai gruppi più giovani ai più anziani, e da gruppi sani a gruppi malati. Dopo aver visitato un gruppo malato, nessun altro gruppo deve essere visitato.

Smaltimento degli animali morti

  • Smaltire ogni giorno rapidamente e correttamente gli animali morti.
  • Congelare gli animali morti se verranno smaltiti fuori sede.

Roditori

  • I roditori sono noti portatori di molte malattie, e sono tra le cause più frequenti di contaminazione e diffusione degli agenti patogeni negli allevamenti.
  • Nell'azienda non dovrebbero trovarsi cumuli di materiale organico e non, che possano essere luogo di riparo per i roditori.
  • Il perimetro di ogni capannone deve disporre di un'area larga 1 m composta di calcestruzzo o sassi frantumati, per impedire ai roditori di scavare dei cunicoli sotterranei e accedere alla struttura.
  • Il mangime e le uova devono essere conservati in aree a prova di roditori, e qualsiasi fuoriuscita dal luogo di conservazione deve essere pulita immediatamente.
  • Le esche devono essere posizionate lungo il perimetro della struttura e al suo interno. Devono essere sostituite con le tempistiche indicate dal produttore.
  • Riempire eventuali spazi vuoti negli ingressi, nelle pareti e nel tetto, che potrebbero fornire l'accesso ai roditori all'interno dell'allevamento.
  • Per ulteriori informazioni, consultare il Protocollo per la prevenzione dell'infestazione da roditori negli allevamenti avicoli.
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Segnale di Biosicurezza

Malattie a Trasmissione Verticale

  • Alcune malattie possono anche essere trasmesse dai riproduttori alla progenie.
  • Nel caso delle galline ovaiole, il primo passo nel controllo di queste malattie è assicurare che i riproduttori siano sani.
  • Tutti gli allevamenti direttamente sotto il controllo di Hy-Line International sono esenti da leucosi linfoide, Mycoplasma gallisepticum, Mycoplasma synoviae, Salmonella Pullorum, Salmonella Gallinarum, Salmonella Enteritidis, Salmonella Typhimurium e altre specie di Salmonella.

Programma Vaccinale

Per informazioni riguardo al programma vaccinale, consultare Vaccinazioni Racomandate.

Endoparassiti
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I parassiti interni possono rappresentare un problema significativo per gli allevamenti a terra, causando danni al tratto intestinale e riducendo l'assorbimento dei nutrienti.

Sintomi:

  • Perdita del colore del guscio e del tuorlo, perdita del peso dell'uovo, fragilità del guscio.
  • Minore accrescimento, disomogeneità e formazione di animali di scarto. Gli animali colpiti si presentano apatici e con cresta sbiadita.
  • Aumento del cannibalismo e delle cloaciti traumatiche dovute a sforzo.
  • Mortalità in presenza di infestazioni massive.
  • Le endoparassitosi rendono gli animali colpiti più sensibili alle malattie e peggiorano i quadri sintomatici delle malattie presenti.
  • Le popolazioni di vermi hanno cicli biologici veloci, le infestazioni diventano massive in tempi brevi. Consultate un veterinario per un appropriato trattamento. (Attenersi alle normative locali riguardanti i trattamenti contro gli endoparassiti).
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Gli Ascaridi (vermi tondi) sono una comune infestazione nei sistemi a terra e all'aperto. Una leggera infestazione può evolvere in modo rapido in un'infestazione massiva. (Fotografia - Dr. Yuko Sato, Iowa State University).

Nematodi (ascaridi)

I vermi tondi (Ascaridia galli)

  • Questi vermi sono i più comuni. Sono di colore bianco lunghi fino a 5 cm e ben visibili nelle deiezioni in caso di infestazione massiva.
  • Il ciclo biologico dei vermi tondi è di 21 giorni. Trattamenti ripetuti ogni 21 giorni permettono di eliminare l'infestazione.
  • Le uova degli ascaridi possono essere ingerite dagli insetti che se, a loro volta, ingeriti dagli animali permettono la diffusione dell'infestazione.

Vermi filiformi (Capillaria)

  • Questo tipo di vermi è molto più piccolo e di difficile individuazione a occhio nudo. Causa gravi danni anche con infestazioni moderate.
  • La Capillaria può infestare il gozzo, l'esofago e l'intestino.
  • Le uova di questi vermi presenti nelle feci, diventano infestanti in 4-6 settimane.
  • Alcune specie di Capillaria utilizzano i vermi del terreno come ospite intermedio per completare il loro ciclo vitale.
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I vermi ciecali (Heterakis) possono veicolare il protozoo parassita Histomonas meleagridis responsabile della Histomoniasi. (Fotografia - Dr. Yuko Sato, Iowa State University).
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Forte infestazione di tenie all'interno dell'intestino. Le tenie competono con l'animale per i nutrienti disponibili.

Vermi cecali (Heterakis gallinarum)

  • Heterakis si localizza nell'ultima parte dell'intestino e nei ciechi. Non causa particolari problemi ma può veicolare un altro parassita, Histomonas Meleagridis, che causa l'Histomoniasi.
  • Un controllo efficace dei vermi previene indirettamente anche l'Histomoniasi. Le uova di Heterakis possono sopravvivere nei pascoli fino a tre anni.
  • Gli animali si infestano ingerendo le uova dei vermi dalla lettiera, dal suolo, e dalle feci.
  • Le uova dei vermi necessitano per la loro maturazione di caldo e umidità. Per questa ragione le infestazioni sono più frequenti in primavera ed estate, specialmente in presenza di precipitazioni a carattere piovoso.

Cestodi (tenie)

  • Vermi intestinali piatti a forma di nastro, segmentati, che ancorano le loro teste (scolice) nella parete dell'intestino tenue dell'animale, con un apparato boccale simile ad un gancio. Nonostante ciò, la maggior parte delle tenie non causa danni fisici alla parete intestinale.
  • Le tenie competono per i nutrienti disponibili nel tratto intestinale, sottraendo nutrimento e quindi danneggiando la salute dell'ospite.
  • La Davainea proglottina è una specie di tenia che può causare danni al tratto intestinale. Se i vermi migrano verso la testa e i seni paranasali, possono dar luogo a sintomatologie neurologiche come il torcicollo.
  • Gli animali vengono infettati dalla tenia mangiando ospiti intermedi, che includono artropodi e altri invertebrati. Il controllo di questi ospiti intermedi e una buona gestione del pascolo, contribuiranno a ridurre la pressione infettiva. Per ulteriori dettagli consultare "Fly Management".
  • Sono disponibili trattamenti farmacologici, ma la maggior parte di questi necessita l'intervento di un veterianrio, che deve essere quindi interpellato al fine di prescrivere il prodotto più adeguato al caso.

Controllo degli endoparassiti:

  • L'infestazione da vermi viene identificata mediante l'esame microscopico delle feci alla ricerca di uova di parassiti.
  • La rotazione del pascolo può essere utile a controllare i parassiti. Mantenere la vegetazione bassa per esporre le uova dei vermi alla luce solare.
  • Un piano di controllo delle infestazioni parassitarie deve essere eseguito regolarmente, mediante necroscopia degli animali morti o di scarto, e tramite esame microscopico delle feci per la conta delle uova presenti.
  • Un controllo efficace si ottiene interrompendo il ciclo biologico del parassita.
  • L'uso mirato di trattamenti periodici in fase pollastra e in deposizione, in combinazione a basse densità degli animali sul terreno utilizzato, una rotazione dei pascoli e ad un buon drenaggio degli stessi, permette di controllare le infestazioni.
  • Una rimozione del terreno fortemente infestato attorno ai capannoni durante l'interciclo aiuta a ridurre i rischi di infestazione.
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Infezione da coccidi.

Protozoi

La Coccidiosi è un'infezione che può compromettere l'intestino e, in caso di infestazioni gravi, provocare la morte. Molto spesso lo scarso controllo dell'infezione in fase non ancora clinica riduce la conversione e provoca danni cronici e irreversibili all'intestino. Il gruppo di pollastre potrà perdere uniformità ed essere sottopeso al momento del trasferimento in produzione, e quindi non esprimere il suo pieno potenziale durante la deposizione. 

Per controllare le infezioni di coccidi è necessario seguire la profilassi qui riportata (consultare le regolamentazioni locali):

  • Utilizzare anticoccidici ionofori o chimici in programmi appropriati permette di proteggere gli animali e l'instaurarsi di un'immunità attiva nelle pollastre.
  • I vaccini per la coccidiosi richiedono alcuni passaggi di ricircolo delle oocisti per contatto con le deiezioni per conferire la piena immunità. Consultare il proprio veterinario.
  • L'utilizzo della vaccinazione è preferibile al trattamento anticoccidico eseguito con farmaci. Il vaccino può essere somministrato in incubatoio o nei primi giorni di vita in azienda.
  • Tenere sotto controllo la popolazione di mosche e scarafaggi, i quali sono vettori dei coccidi.
  • La pulizia e la disinfezione delle strutture aiutano a ridurre la pressione da parte di agenti patogeni e parassiti. Tuttavia le oocisti presentano una certa resistenza alla disinfezione e possono persistere nell'ambiente.
  • Nei sistemi a voliera limitare l'accesso delle galline ai nastri trasportatori della pollina.
  • Aree di pascolo asciutte e ben drenate prevengono la sporulazione delle oocisti. Le uova dei coccidi (oocisti) dopo sporulazione diventano infettive e questa maturazione avviene velocemente in condizioni di caldo e umidità.
  • Negli allevamenti a terra e nelle voliere, una buona gestione della lettiera è fondamentale per controllare i coccidi.
Ectoparassiti
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Acaro rosso (Dermanyssus gallinae).
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Gli acari rossi si muovono di notte per andare a cercare le galline dalle quali succhiano il sangue.

Acaro rosso (Dermanyssus gallinae)

L' acaro rosso è un importante ectoparassita delle galline in tutti i sistemi di allevamento. L'acaro rosso è un ematofago notturno che si nasconde durante il giorno in zone buie e riparate. Questo parassita si moltiplica molto velocemente nei mesi caldi. Anche in presenza di infestazioni leggere causa irritazione e inficia le prestazioni produttive. Le infestazioni massive sono causa di gravi problemi.

Sintomi di infestazione da acaro rosso/pidocchio:

  • L'infestazione da acaro rosso può portare ad un aumento del nervosismo del gruppo e a plumofagia.
  • Il consumo del mangime può essere ridotto.
  • Una massiva infestazione può ridurre in modo significativo la produzione.
  • Gli animali possono diventare anemici per la perdita di sangue. L'anemia causa pallore delle creste e dei bargigli nei casi più gravi un aumento della mortalità.
  • Si può riscontrare un peggioramento del colore del guscio.
  • Le feci dell'acaro rosso possono macchiare le uova aumentando le uova di scarto.
  • Si può verificare un aumento delle uova a terra in quanto le galline evitano di utilizzare i nidi se fortemente infestati.
  • Anche gli operatori possono manifestare irritazioni cutanee dovute all'acaro rosso.

Controllo dell'acaro rosso:

  • Trattare il capannone immediatamente dopo il carico degli animali quando gli acari sono ancora attivi e vitali.
  • Usare prodotti efficaci e registrati ed assicurarsi che siano correttamente utilizzati per raggiungere tutti gli interstizi delle attrezzature, i muri, i posatoi e i nidi anche nelle zone più nascoste. Utilizzare un ugello a ventaglio per produrre uno spray piatto per una buona copertura di superfici e fessure.
  • Non mescolare pesticidi e disinfettanti, salvo non sia consigliato dai produttori dei principi attivi.
  • L'acaro rosso può sopravvivere in ambiente senza nutrirsi fino a 6 mesi. I capannoni richiedono trattamenti multipli per eliminare l'infestazione. Riempire o chiudere fessure e buchi nei muri e nelle attrezzature per limitare i luoghi di riparo dell'acaro rosso.
  • Trattare durante la notte quando gli acari rossi sono più attivi.
  • Alternare i pesticidi usati per evitare che gli acari sviluppino resistenza ai principi attivi utilizzati.
  • Controllare attentamente la presenza dell'acaro rosso e trattare prontamente quando se ne riscontra la comparsa.
  • Per interrompere il ciclo vitale dell'acaro rosso, trattare ad intervelli di 10 giorni. Un programma efficace deve prevedere tre trattamenti (per es 0, 10 e 20 giorni). 

Trattamenti contro Acaro rosso/pidocchi (Attenersi alla normativa locale riguardante i prodotti per il trattamento dell'acaro rosso e i relativi dosaggi):

  • Piretroidi: Prodotti di sintesi che causano la paralisi e la morte negli insetti. Essendo però prodotti largamente utilizzati hanno selezionato acari resistenti.
  • Organofosfati e carbammati: Interferiscono con il ciclo dell'acetilcolina negli insetti; sono molecole acaricide. Agiscono sul parassita per ingestione, alcuni prodotti vengono ingeriti dalle galline e passano all'acaro quando quest'ultimo punge l'ospite per cibarsi.
  • Fluralaner: Il fluralaner agisce come un potente inibitore del sistema nervoso dell'acaro agendo in modo antagonistico sui canali del cloro (recettore GABA e recettore del glutammato).
  • Oli Vegetali: Vanno applicati sulle galline (non praticabili per trattamenti massivi).
  • Prodotti minerali (liquidi o in polveri): Vengono distribuiti sul pavimento e sui muri per prevenire la migrazione degli acari verso i luoghi di riparo.
  • Polveri contenenti Diatomee: Uccidono gli acari ricoprendoli e assorbendo i lipidi dell'esoscheletro causando la disidratazione del parassita. Al contrario dei pesticidi chimici non sviluppano resistenze nelle popolazioni di acari.
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Il pidocchio si localizza sulle penne della zona cloacale e si ciba di sangue e cellule epiteliali, causando irritazione e perdita di produzione.
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I pidocchi possono essere trovati sulle uova e sui nastri di raccolta. Fotos gentilmente concessa da Dr. Bradley Mullens, University of California, Riverside.

Pidocchio (Ornithonyssus sylviarum)

Il pidocchio è un altro ectoparassita comune delle galline. Questo parassita si nutre di sangue e cellule cutanee e può causare significativi cali di produzione e deperimento degli animali con infestazioni massive. Il pidocchio si localizza preferibilmente alla base delle penne della zona cloacale. Vive sul suo ospite per l'intera vita, ma può sopravvivere lontano da esso per 3 settimane. In presenza di infestazioni severe si possono rinvenire i pidocchi sulle uova, sui nastri di raccolta e sulla pelle degli operatori. Possono essere presenti sia animali fortemente infestati accanto ad animali non colpiti. Per identificare gli animali colpiti controllare la zona cloacale per evidenziare le caratteristiche aree brunastre dovute alla presenza di pidocchi sia vitali che morti, cellule cutanee e residui di sangue.

Sintomi di infestazione da acaro rosso/pidocchio:

  • I gruppi colpiti generalmente presentano nervosismo e tendono a beccarsi nella zona cloacale.
  • Il consumo del mangime può essere ridotto.
  • Con infestazioni massive possono verificarsi cali significativi della deposizione.
  • Gli animali fortemente infestati mostrano anemia dovuta alla perdita di sangue. Gli animali anemici sono facilmente evidenziabili dal pallore della cresta. La mortalità può aumentare.
  • Queste infestazioni possono portare ad una perdita di colore del guscio e del tuorlo.
  • Può verificarsi un aumento delle uova macchiate dalle feci dei pidocchi causando un aumento delle uova di scarto.
  • Possono aumentare le uova a terra, per il rifiuto delle galline ad usare i nidi fortemente infestati.
  • Gli operatori possono manifestare irritazioni cutanee dovute ai pidocchi.

Controllo del pidocchio (Ornithonyssus sylviarium). Attenersi alla normativa locale riguardante i prodotti per il trattamento dell'acaro rosso e i relativi dosaggi:

  • Il ciclo vitale è di 4-5 giorni, quindi le infestazioni massive avvengono molto velocemente.
  • I pesticidi non uccidono le uova, sono quindi consigliati trattamenti frequenti.
  • Trattamenti ambientali o tramite il mangime con prodotti a base di zolfo hanno mostrato una buona efficacia.
  • Le molecole utilizzate devono penetrare fra le penne per essere efficaci. La nebulizzazione dovrebbe essere effettuata con getto a pressione (125 PSI e diretto contro la zona cloacale). Possono essere utilizzati bagni di polvere contenenti insetticidi.
  • Si possono immergere individualmente le galline in soluzione antiparassitaria a temperatura ambiente.
  • Una piccola pistola dosatrice orale di serie può essere utilizzata per applicare pesticidi attraverso le piume direttamente sulla pelle dell'ovaiola.
Infezioni Batteriche
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La vibriosi si manifesta in allevamenti all'aperto in seguito a stress che possono derivare dalle cattive condizioni del pascolo.

Vibriosi

  • Malattia causata dal batterio Campylobacter hepaticus, riscontrabile soprattutto in allevamenti all'aperto.
  • Può causare un improvviso aumento della mortalità (fino al 10%), e un calo della deposizione (fino al 30%). Si verifica in particolare al picco di produzione.
  • La mortalità è improvvisa e colpisce animali apparentemente sani, senza manifestazioni sintomatiche.
  • Da una necroscopia si possono riscontrare lesioni epatiche. Presenza di piccole chiazze bianche (focolai batterici), di diametro di 1-2 mm, su tutta la superficie del fegato.
  • La presenza di fattori ambientali stressanti (stress da calore, cattive condizione del pascolo) possono causare l'insorgere di epidemie di C. hepaticus.
  • Una terapia antibiotica (tetracicline) può ridurre la mortalità e migliorare il livello di produzione dell'animale. Tuttavia la ricomparsa della patologia dopo un certo periodo dal trattamento e comune.

Brachyspira (spirochaetes)

  • Brachyspira pilosicoli è una spirochaete intestinale che è associato a infiammazioni dell'intestino in molte specie di uccelli.
  • Provoca tifliti, diarrea giallastra e schiumosa, riduce la produzione di uova e l'aumento delle uova sporche.
  • Altre specie possono essere presenti con sintomi simili come Brachyspira Innocens, Brachyspira Intermedia e occasionalmente Brachyspira Hyodysenteriae, responsabile della diarrea dei suini.
  • Un'abbondanza di feci giallastre e schiumose è spesso considerata un indicatore di un'infezione da Brachyspira.
  • Come per altre infezioni intestinali, una corretta nutrizione e una buona qualità ed igiene dell'acqua, sono misure di prevenzione fondamentali.
  • La diagnosi di laboratorio si basa sull'isolamento e coltura del patogeno, o su test PCR su campione di feci, o sull'esame microscopico dei ciechi.
  • I gruppi infetti vanno trattati con antibiotici (verificare la normativa locale per identificare i prodotti registrati e i dosaggi consentiti).

Mycoplasma gallisepticum

Mycoplasma synoviae

Necrosi Focale Duodenale (FDN)

Colibacillosi

Controllo del Gruppo
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Quando Pesare gli Animali

0–3 settimane: Prelevare casualmente 10 campioni da 10 pulcini.

4–29 settimane: Pesare 100 soggetti individualmente ogni settimana; calcolare l'uniformità.

30–90 settimane: Pesare 100 soggetti individualmente ogni 5 settimane; calcolare l'uniformità.

Quando si pesano gli animali, valutare:

Quando Eseguire Prelievi di Sangue

8 settimane: Valutare la tecnica di vaccinazione precoce e l'esposizione alla malattia.

15 settimane: Raccogliere campioni di sangue prima del trasferimento alla struttura di deposizione per valutare il possibile cambiamento nell'esposizione alla malattia. È possibile non inviare i campioni al laboratorio e congelarli per analisi future nel caso si verifichi un'epidemia in allevamento.

16–24 settimane: Raccogliere i campioni di sangue almeno 4 settimane dopo la vaccinazione finale con inattivati per misurare la risposta anticorpale post-vaccinazione. È utile valutare la pressione della malattia e la risposta alle vaccinazioni inattivate dopo il trasferimento in allevamento.

Quando Misurare il Peso Uovo

Prelevare un totale di 100 uova casualmente e da nidi diversi. Controllare il peso delle uova in un giorno specifico della settimana e prelevare il campione di uova allo stesso orario. Verificare se vi è la presenza di uova di vermi nei campioni fecali raccolti ogni mese.

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Fase di Sviluppo

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Fase di Sviluppo

Raccomandazioni Nutrizionali per il Periodo di Svezzamento
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  1. I pesi riportati sono puramente indicativi. Le età mostrate rappresentano solo un’indicazione. Notare che al momento del trasferimento ci sarà una diminuzione del peso corporeo (generalmente intorno al 10-12%) dovuto alla riduzione di assunzione di acqua.
  2. Non somministrare la formula di Pre-Deposizione prima delle 15 settimane. Non somministrare la formula di Pre-Deposizione tardivamente, ovvero dopo la produzione delle prime uova, in quanto non contiene sufficiente calcio per supportare la produzione di picco. L'implementazione di una dieta pre-deposizione può essere difficile da gestire in gruppi composti da animali di età diverse. Se non è possibile utilizzare un mangime di pre-deposizione, il contenuto di calcio dell’ultimo periodo in fase pollastra (sviluppo), deve essere portato all'1,4%.
  3. I valori raccomandati per gli Aminoacidi Totali si riferiscono a formule a base di farina di soia e di mais. Qualora il mangime contenga altri ingredienti, dovrà essere formulato seguendo le raccomandazioni per gli Aminoacidi Ileali Digeribili Standardizzati.
  4. La dieta deve sempre contenere la quantità richiesta di aminoacidi. La concentrazione di Proteine Grezze nella formula varierà secondo la materia prima utilizzata. Il valore indicato per le Proteine Grezze è una stima basata su dati tipici.
  5. Somministrare calcio sotto forma di carbonato di calcio in particelle fini (la particella media deve misurare meno di 2 mm). Nella formula di Pre-Deposizione è possibile introdurre carbonato di calcio in particelle grosse (2-4 mm) fino al 50% del calcio totale.
  6. Qualora siano utilizzati altri sistemi di fosforo, le formule dovranno contenere il livello minimo raccomandato di fosforo disponibile.
Alimentazione in Fase di Sviluppo della Pollastra
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Primo Periodo (Starter)

  • Il mangime è preferibilmente somministrato in forma sbriciolata, con una distribuzione granulometrica compresa tra 1 e 3 mm e livelli minimi di frazione fine (particelle inferiori a 1 mm) per facilitarne l'assunzione.
  • Il primo periodo deve essere formulato utilizzando ingredienti altamente appetibili e digeribili per il pulcino, con particolare attenzione agli apporti proteici.
  • Se necessario, un primo periodo modificato (Starter 2), può essere utilizzato come dieta intermedia tra il primo e il secondo periodo.
  • I livelli d'olio possono essere portati al 2,0% nelle formule di primo periodo (Starter) quando il mangime è somministrato sfarinato, al fine di migliorarne la miscelazione, evitare la formazione di polvere e aumentarne l’appetibilità.

Secondo Periodo (Accrescimento)

  • Normalmente somministrato durante il periodo di massima crescita corporea, tra le 6-12 settimane di età.
  • Durante questo periodo sono necessari livelli sufficienti di proteine, aminoacidi essenziali e minerali, per sostenere la massima crescita muscolare e lo sviluppo scheletrico.
  • Occorre prestare attenzione per garantire che la densità di nutrienti sia sufficiente a compensare qualsiasi evento di stress che possa compromettere l'assunzione di mangime.

Terzo Periodo (Sviluppo)

  • Normalmente somministrato a 12 settimane di età, a condizione che il peso obiettivo sia stato raggiunto.
  • Il Terzo Periodo dovrebbe essere somministrato fino al periodo di Pre-Deposizione, ed essere sufficientemente basso in densità per incoraggiare l'assunzione di mangime e aumentare la capacità dell'apparato digerente.
  • I livelli di fibre nel Terzo Periodo sono spesso più alti rispetto a quelli previsti nel Secondo Periodo (Accrescimento).
  • Il Secondo Periodo può avere un'ampia gamma di livelli nutrizionali, poiché può essere utilizzato sia per aumentare, sia per controllare l'incremento del peso corporeo.
  • Evitare livelli eccessivi di colina (> 150 ppm per capo al giorno) nel Secondo Periodo e nel Pre-Deposizione, per facilitare l'accumulo di grasso per l'inizio della deposizione.

Pre-Deposizione

  • La dieta di Pre-Deposizione deve contenere livelli di calcio e fosforo maggiori rispetto al periodo precedente, per sostenere l'aumento di riserve di osso midollare nelle pollastre che si preparano alla produzione di uova. L'osso midollare contiene minerali che vengono rapidamente mobilitati per la formazione del guscio dell'uovo, e sono fondamentali per lo sviluppo del primo uovo.
  • Somministrare per un massimo di 10-14 giorni prima che inizi la deposizione.
  • Somministrare quando la maggior parte delle pollastre presentano le creste arrossate. Introdurre una fonte di Calcio, come il Carbonato di Calcio, in grosse particelle, nella dieta di Pre-Deposizione, per abituare gli animali a una maggiore granulometria di alcune componenti del mangime. Idealmente la dieta di Pre-Deposizione dovrebbe avere almeno il 50% di calcio grossolano (2-4 mm).
  • Il passaggio alla dieta di Pre-Deposizione può essere sincronizzato con la stimolazione luminosa.
  • Interrompere la somministrazione del Pre-Deposizione alla comparsa delle prime uova.
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Fase di Produzione

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Fase di Produzione

Fase di Produzione Raccomandazioni Nutrizionali (Primo Livello)
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  1. Tutti i fabbisogni nutrizionali sono basati sulla "Tabella Ingredienti Mangime".
  2. Per ottimizzare il calibro delle uova, modificare il contenuto di proteine grezze, metionina+cistina, grassi, acido linoleico e/o energia a seconda delle necessità.
  3. I livelli massimi di nutrienti sono calcolati per le ovaiole al picco della produzione. Prima di raggiungere il picco di produzione il fabbisogno di nutrienti è inferiore.
  4. Una buona approssimazione dell'influenza della temperatura sul fabbisogno energetico è la seguente: per ogni variazione di 0,5°C superiore o inferiore a 22°C, si sottraggono o si aggiungono rispettivamente circa 2 kcal/capo/giorno.
  5. I valori indicati per gli Aminoacidi Totali si riferiscono a formule a base di farina di soia e di mais. Qualora la formula contenga altri ingredienti, dovrà seguire raccomandazioni per gli Aminoacidi Ileali Digestibili Standardizzati.
  6. La formula deve sempre somministrare la quantità richiesta di aminoacidi. La concentrazione di Proteine Crude (grezze) nella formula varierà secondo la materia prima utilizzata. Il valore indicato per le Proteine Grezze è solo una stima basata su dati tipici.
  7. Il fabbisogno di Calcio e di Fosforo disponibile varia con l'età degli animali. Qualora la produzione rimanga alta e i periodi siano somministrati per un tempo superiore rispetto alle normali soglie di età indicate, sarà raccomandabile aumentare le concentrazioni di Calcio e di Fosforo nella fase nutrizionale successiva.
  8. La dimensione raccomandate per le particelle di carbonato di calcio variano durante la deposizione. Consultare la "Tabella Dimensione Particelle di Calcio". Il livello di calcio presente nella formula dipenderà anche dalla solubilità del calcare.
  9. Qualora siano utilizzati altri sistemi di fosforo, le formule dovranno contenere il livello minimo raccomandato di fosforo disponibile.
Fase di Produzione Concentrazione dei Nutrienti (Primo Livello)
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  1. Tutti i fabbisogni nutrizionali sono basati sulla "Tabella Ingredienti Mangime".
  2. Per ottimizzare il calibro delle uova, modificare il contenuto di proteine grezze, metionina+cistina, grassi, acido linoleico e/o energia a seconda delle necessità.
  3. I livelli massimi di nutrienti sono calcolati per le ovaiole al picco della produzione. Prima di raggiungere il picco di produzione il fabbisogno di nutrienti è inferiore.
  4. Una buona approssimazione dell'influenza della temperatura sul fabbisogno energetico è la seguente: per ogni variazione di 0,5°C superiore o inferiore a 22°C, si sottraggono o si aggiungono rispettivamente circa 2 kcal/capo/giorno.
  5. I valori indicati per gli Aminoacidi Totali si riferiscono a formule a base di farina di soia e di mais. Qualora la formula contenga altri ingredienti, dovrà seguire raccomandazioni per gli Aminoacidi Ileali Digestibili Standardizzati.
  6. La formula deve sempre somministrare la quantità richiesta di aminoacidi. La concentrazione di Proteine Crude (grezze) nella formula varierà secondo la materia prima utilizzata. Il valore indicato per le Proteine Grezze è solo una stima basata su dati tipici.
  7. Il fabbisogno di Calcio e di Fosforo disponibile varia con l'età degli animali. Qualora la produzione rimanga alta e i periodi siano somministrati per un tempo superiore rispetto alle normali soglie di età indicate, sarà raccomandabile aumentare le concentrazioni di Calcio e di Fosforo nella fase nutrizionale successiva.
  8. La dimensione raccomandate per le particelle di carbonato di calcio variano durante la deposizione. Consultare la "Tabella Dimensione Particelle di Calcio". Il livello di calcio presente nella formula dipenderà anche dalla solubilità del calcare.
  9. Qualora siano utilizzati altri sistemi di fosforo, le formule dovranno contenere il livello minimo raccomandato di fosforo disponibile.
Fase di Produzione Raccomandazioni Nutrizionali (Secondo Livello)
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  1. Tutti i fabbisogni nutrizionali sono basati sulla "Tabella Ingredienti Mangime".
  2. Per ottimizzare il calibro delle uova, modificare il contenuto di proteine grezze, metionina+cistina, grassi, acido linoleico e/o energia a seconda delle necessità.
  3. I livelli massimi di nutrienti sono calcolati per le ovaiole al picco della produzione. Prima di raggiungere il picco di produzione il fabbisogno di nutrienti è inferiore.
  4. Una buona approssimazione dell'influenza della temperatura sul fabbisogno energetico è la seguente: per ogni variazione di 0,5°C superiore o inferiore a 22°C, si sottraggono o si aggiungono rispettivamente circa 2 kcal/capo/giorno.
  5. I valori indicati per gli Aminoacidi Totali si riferiscono a formule a base di farina di soia e di mais. Qualora la formula contenga altri ingredienti, dovrà seguire raccomandazioni per gli Aminoacidi Ileali Digestibili Standardizzati.
  6. La formula deve sempre somministrare la quantità richiesta di aminoacidi. La concentrazione di Proteine Crude (grezze) nella formula varierà secondo la materia prima utilizzata. Il valore indicato per le Proteine Grezze è solo una stima basata su dati tipici.
  7. Il fabbisogno di Calcio e di Fosforo disponibile varia con l'età degli animali. Qualora la produzione rimanga alta e i periodi siano somministrati per un tempo superiore rispetto alle normali soglie di età indicate, sarà raccomandabile aumentare le concentrazioni di Calcio e di Fosforo nella fase nutrizionale successiva.
  8. La dimensione raccomandate per le particelle di carbonato di calcio variano durante la deposizione. Consultare la "Tabella Dimensione Particelle di Calcio". Il livello di calcio presente nella formula dipenderà anche dalla solubilità del calcare.
  9. Qualora siano utilizzati altri sistemi di fosforo, le formule dovranno contenere il livello minimo raccomandato di fosforo disponibile.
Fase di Produzione Concentrazione dei Nutrienti (Secondo Livello)
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  1. Tutti i fabbisogni nutrizionali sono basati sulla "Tabella Ingredienti Mangime".
  2. Per ottimizzare il calibro delle uova, modificare il contenuto di proteine grezze, metionina+cistina, grassi, acido linoleico e/o energia a seconda delle necessità.
  3. I livelli massimi di nutrienti sono calcolati per le ovaiole al picco della produzione. Prima di raggiungere il picco di produzione il fabbisogno di nutrienti è inferiore.
  4. Una buona approssimazione dell'influenza della temperatura sul fabbisogno energetico è la seguente: per ogni variazione di 0,5°C superiore o inferiore a 22°C, si sottraggono o si aggiungono rispettivamente circa 2 kcal/capo/giorno.
  5. I valori indicati per gli Aminoacidi Totali si riferiscono a formule a base di farina di soia e di mais. Qualora la formula contenga altri ingredienti, dovrà seguire raccomandazioni per gli Aminoacidi Ileali Digestibili Standardizzati.
  6. La formula deve sempre somministrare la quantità richiesta di aminoacidi. La concentrazione di Proteine Crude (grezze) nella formula varierà secondo la materia prima utilizzata. Il valore indicato per le Proteine Grezze è solo una stima basata su dati tipici.
  7. Il fabbisogno di Calcio e di Fosforo disponibile varia con l'età degli animali. Qualora la produzione rimanga alta e i periodi siano somministrati per un tempo superiore rispetto alle normali soglie di età indicate, sarà raccomandabile aumentare le concentrazioni di Calcio e di Fosforo nella fase nutrizionale successiva.
  8. La dimensione raccomandate per le particelle di carbonato di calcio variano durante la deposizione. Consultare la "Tabella Dimensione Particelle di Calcio". Il livello di calcio presente nella formula dipenderà anche dalla solubilità del calcare.
  9. Qualora siano utilizzati altri sistemi di fosforo, le formule dovranno contenere il livello minimo raccomandato di fosforo disponibile.
Alimentazione in Fase di Produzione
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Pre-Picco

  • Le diete di Pre-Picco sono destinate a animali con un consumo di mangime basso e vengono somministrate per un periodo di tempo limitato, dal primo uovo all'inizio del picco di produzione. La specifica dei nutrienti della dieta Pre-Picco deve essere sufficientemente densa da consentire anche in presenza di una ridotta assunzione di mangime, il soddisfacimento delle esigenze nutrizionali dell'ovaiola che entra in produzione. Continuare ad alimentare con il Pre-Picco fino a quando l'assunzione di mangime è sufficientemente aumentata per consentire il passaggio alla formula di Picco.
  • Se utilizzata fino a non oltre il 50-70% di produzione, una dieta Pre-Picco, con ridotta concentrazione energetica, può essere utile per stimolare l'assunzione di mangime. Le diete Pre-Picco sono utili in situazioni in cui le condizioni locali possono comportare una riduzione dell'assunzione di mangime, come i climi caldi, in cui l'assunzione di mangime può essere ridotta.
  • Aumentare le vitamine e l'inclusione di minerali in tracce del 30% può essere utile per far fronte alla minore assunzione di mangime durante la fase di Pre-Picco.

Formula Al Picco di Produzione

  • Le formule di Picco devono essere bilanciate in base al consumo effettivo di mangime e alla massa di uova prodotta. Aumentare i livelli di vitamine e oligominerali in diete che prevedono bassi livelli di consumo, se non sono già stati aumentati durante la fase di Pre-Picco.
  • Se non si intende somministrare una dieta Pre-Picco, allora iniziare ad alimentare con la formula di Picco alla comparsa delle prime uova (1% di produzione).
  • Assicurarsi che il mangime di Picco sia nelle mangiatoie quando compaiono le prime uova.
  • Le galline dovrebbero continuare a crescere durante il periodo di picco di produzione. Un'assunzione inadeguata di nutrienti in questo periodo può portare alla perdita di peso corporeo (o aumento di peso insufficiente), insufficiente calcificazione ossea, e perdita di prestazioni, durante e dopo il picco.
  • Verificare lo sviluppo dello sterno durante il periodo di picco. Vedi l'aprofondimento tecnico "Comprensione del ruolo dello scheletro nella produzione di uova".

Raccomandazioni Nutrizionali in Produzione

  • Durante l'intera fase di produzione, il bilanciamento della dieta dovrebbe essere basato sulla reale assunzione di mangime e sulla produzione di massa uovo. Nelle galline ovaiole il fabbisogno di calcio aumenta, mentre il fabbisogno di fosforo diminuisce con l'avanzare dell'età. Per mantenere una buona qualità del guscio nelle fasi più avanzate del ciclo è fondamentale un'adeguata somministrazione di minerali attraverso la dieta.
  • Verso le 32 settimane di età l'osso midollare è completamente formato. A questo punto i livelli di fosforo possono essere ridotti.
  • La gestione del peso delle uova è fondamentale per mantenere la qualità del guscio nella seconda metà del ciclo produttivo. Consultare l'approfondimento tecnico "Gestione del Peso Uovo nelle Ovaiole Commerciali".
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Calcio fine (0-2 mm)
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Calcio grosso (2-4 mm). Fotografie per gentile concessione di Longcliff Quarries Ltd.

Dimensione delle Particelle di Calcio

  • L'introduzione della frazione di calcio grossolano dovrebbe iniziare con la dieta di Pre-Deposizione. La digestione di grandi particelle di calcio fornisce alla gallina ovaiola una disponibilità prolungata e sostenuta di calcio, per la formazione del guscio dell'uovo.
  • La percentuale di calcio grossolano viene gradualmente aumentata durante il periodo di produzione. Verso la fine del ciclo di deposizione, la proporzione di calcio grossolano somministrato con la dieta dovrebbe rappresentare il 75% del calcio totale (a seconda della solubilità del calcare).
  • La granulometria del calcio deve essere valutata anche in funzione dalla solubilità. La frazione di calcio grossolano è generalmente compresa tra 2 e 4 mm di diametro. A seconda della solubilità del calcare bisogna adeguare il livello di calcio della formula.
  • Il calcio grossolano che presenti elevata solubilità verrà trattenuto per un periodo più breve, quindi deve essere presente in proporzione maggiore, o avere un diamentro maggiore.
  • Il calcio grossolano scuro è geologicamente più vecchio, contiene più impurità (generalmente magnesio) ed è di solito meno solubile e disponibile.
  • Il guscio di ostrica e altri gusci marini (a bassa contaminazione microbiologica) sono buone fonti di calcio solubile.
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Controllo del Peso Uovo

  • Monitorare attentamente il peso uovo di ogni gruppo e implementare modifiche nutrizionali all'occorrenza, per assicurare un peso uovo ottimale. Per ottenere uova piccole occorre controllare il peso uovo sin dall'inizio della deposizione.
  • Per controllare il peso uovo bisogna limitare il consumo di aminoacidi e verificare che l'assunzione d'acqua non sia eccessiva.
  • Ridurre solo la metionina o gli amminoacidi contenenti zolfo, non è il modo migliore per controllare il peso delle uova, poiché può portare a prestazioni scadenti e a un peggioramento dell'impiumagione.
  • Controllare il più frequentemente possibile il peso delle uova, e attuare azioni correttive non appena si verificha uno scostamento oltre l'intervallo standard. Per maggiori informazioni consultare l'approfondimento tecnico "Gestione del Peso Uovo".

Vitamine e Oligoelementi

Le particelle fini di mangime sono importanti perchè spesso contengono un premix di vitamine e oligoelementi. Di conseguenza, aggiungere un livello minimo di 1% di grasso/olio liquido per legarle insieme.

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  1. Raccomandazioni minime per i periodi di svezzamento e di deposizione. Le regolamentazioni locali potrebbero limitare il contenuto di vitamine e minerali nella dieta.
  2. Seguire le raccomandazioni del fabbricante del premix per la sua informazione, e rispettare le date di scadenza per assicurare che le vitamine non perdano efficacia. Gli antiossidanti possono migliorare la stabilità del premix.
  3. Le raccomandazioni di vitamine e minerali variano a seconda delll'attività.
  4. Qualora il mangime abbia subito un trattamento termico, potrà essere necessario aumentare il livello di vitamine. Consultare il fornitore per informazioni sulla stabilità delle vitamine durante ogni processo produttivo.
  5. Secondo le raccomandazioni del fornitore ed entro i limiti applicabili, è possibile integrare una parte della vitamina D3 sotto forma di 25-idrossido D3.
  6. Nei sistemi alternativi che non utilizzano gabbie, si raccomanda di aumentare i livelli di Niacina.
  7. Le materie prime minerali chelate possono migliorare la biodisponibilità e la produttività.
Programma di Alimentazione
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Programma di Alimentazione per Sistemi Alternativi

  • Alimentare gli animali nei sistemi alternativi è sicuramente più difficile rispetto agli allevamenti in gabbia, sia per la maggiore competizione tra animali, sia per le maggiori escursioni termiche degli ambienti. Per tali ragioni gli animali allevati nei sistemi alternativi hanno necessita di maggiori apporti nutritivi.
  • E' necessario conoscere le potenziali problematiche che possono verificarsi a causa di un'alimentazione inadeguata, e delle misure che possono essere necessarie per impedirne il verificarsi, o porvi rimedio. I punti fondamentali da tenere in considerazione sono : 
  • Assicurarsi che lo spazio mangiatoia sia adegueto e che la distribuzione del mangime garantisca un facile accesso al cibo per tutti gli animali.
  • Assicurarsi che il mangime sia adeguatamente e rapidamente distribuito nell'intero sistema di alimentazione per evitare la demiscelazione dei componenti. Una velocità della catena pari a 20 m/minuto distribuirà il mangime in modo ottimale.
  • Le variazioni stagionali della temperatura possono esercitare una grande influenza sull'assunzione di mangime, in particolare nelle strutture scarsamente isolate dal punto di vista termico. L'assunzione di mangime può variare fino a 30-40 g/capo/giorno dall'estate all'inverno. Assicurarsi che gli animali abbiano un agevole accesso al mangime, per consentire un maggiore consumo durante la stagione fredda. I cambiamenti stagionali nella concentrazione di nutrienti dovrebbero essere considerati quando l'assunzione di mangime scende al di sotto dei livelli di fabbisogno. Lo stesso programma alimentare utilizzato in fase di crescita, dovrebbe essere riportato in deposizione, allo scopo di abituare gli animali. Ciò favorirà una maggiore assunzione di mangime durante il periodo di Pre-Picco e Picco.

Programma di Alimentazione Standard per Ovaiole

Alimentazione Mattutina (Primo Pasto)

  • La prima distribuzione del mangime è di norma prevista all'accensione delle luci o poco dopo.
  • Il mangime fresco dovrebbe essere distribuito in modo da renderlo disponibile agli animali che iniziano a muoversi scendendo dalle zone di riposo.
  • Il programma di "doppia alimentazione" mattutina è un programma alternativo opzionale, che prevede due pasti mattutini a un'ora di distanza. Questo programma offre maggiori opportunità per garantire un buon apporto di nutrienti a tutti gli animali. La doppia alimentazione mattutina può ridurre le uova a terra e l'affollamento nell'area del nido. La seconda distribuzione del mangime in un programma a doppia alimentazione mattutina, attira le galline dominanti, che depongono per prime, verso le mangiatoie. Questo può liberare spazio nei nidi e rendere più semplice la deposizione dei soggetti non dominanti.

Secondo Pasto

  • La seconda distribuzione del mangime dovrebbe avvenire alla fine del periodo di massima deposizione delle uova, di solito 4-5 ore dopo l'accensione delle luci, con un margine di variabilità a seconda del gruppo gestito.
  • Questo pasto è importante essendo distribuito a molte ore di distanza dal precedente (4-5 ore), poiché probabilmente gli animali saranno a questo punto piuttosto affamati.
  • La distribuzione di questo pasto attira le galline fuori dai nidi, lasciandoli così nuovamente liberi e disponibili per le ovaiole che potrebbero deporre tardivamente rispetto al resto del gruppo.

Pasto Pomeridiano

  • È possibile programmare da uno a tre pasti pomeridiani, a seconda del tipo di sistema di alimentazione, clima, prestazioni del gruppo, peso corporeo e accumulo di mangime nelle mangiatoie.
  • Durante i periodi più caldi, i pasti pomeridiani possono essere ridotti, posticipati o rimossi, per evitare che le galline mangino durante le ore più calde della giornata.
  • È possibile prevedere un intervallo di tempo più lungo tra due pasti pomeridiani per incoraggiare il consumo della frazione più fine presente nelle mangiatoie.
  • In una situazione normale il 60% sul totale del mangime ingerito dagli animali giornalmente, sarà consumato durante il pomeriggio/sera.
  • L'assunzione della frazione del calcio grossolano durante le ore pomeridiane/serali è molto utile per mantenere una buona qualità dello scheletro degli animali e del guscio dell'uovo.

Ultimo Pasto

  • L'ultimo pasto è in genere somministarato 1,5-2 ore prima che le luci si spengano. L'ultima alimentazione dovrebbe coincidere con la chiusura dei nidi.
  • L'ultima alimentazione è fondamentale per garantire un buon apporto di nutrienti per la formazione delle uova e del guscio durante la notte.
  • Se viene prevista un'uteriore integrazione di calcio grossolano nel mangime, questa è generalmente inclusa nell'ultimo pasto della giornata, per i motivi di cui sopra.
  • Il programma di "doppia alimentazione pomeridiana" (due ditribuzioni a distanza di un'ora l'una dall'altra) è un programma opzionale per incoraggiare il consumo di mangime prima che le luci si spengano. Distribuzioni ravvicinate offrono maggiori opportunità di alimentazione a più galline. Questo può essere utile per migliorare la qualità del guscio.
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Programma di Alimentazione per Ovaiole
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Programma di Distribuzioni Doppie Ravvicinate
Consumo del Mangime
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Tabella della correlazione fra consumo del mangime e temperatura ambientale.
  • Le galline devono avere accesso al mangime in ogni momento.
  • Deve essere praticato un programma di alimentazione a fasi (formulazioni specifiche) per garantire il corretto consumo di nutrienti durante la deposizione. Lo scopo dell'alimentazione a fasi è far corrispondere l'assunzione di nutrienti con i fabbisogni reali degli animali.
  • La composizione del mangime deve essere calcolata sul reale consumo degli animali e sulla produzione di uova desiderata (massa uovo prodotta).
  • Ridurre la frequenza delle distribuzioni del mangime nelle ore centrali della giornata per favorire il consumo della parte più fine.
  • Stimolare l'assunzione del mangime azionando carrelli e/o mangiatoie anche senza distribuire alimento. 
  • Assicurarsi che tale pratica non crei un' eccessiva polverizzazione del mangime.
  • Il consumo del mangime è condizionato da diversi fattori come: il peso e l'età delle galline, la percentuale di deposizione, il peso dell'uovo, la temperatura ambientale, la granulometria del mangime e il contenuto energetico della dieta somministrata.
  • Le galline ovaiole hanno una capacità limitata di regolare autonomamente il consumo di mangime per soddisfare le loro esigenze di nutrienti specifici. È importante controllare le produzioni e l'assunzione di mangime, in modo da poter apportare le modifiche necessarie alla densità della dieta.
  • Dopo le 10 settimane di età le pollastre brown tendono ad essere più reattive alla densità di nutrienti. In altre parole, le galline ingeriranno quantità maggiori di un mangime a basso contenuto energetico rispetto a uno ad alto contenuto energetico.
  • Lo stress da calore si traduce in una riduzione dell'ingestione e quindi dell'assunzione di nutrienti. Aumentare la digeribilità del mangime, in particolare degli aminoacidi, e fornire energia adeguata sotto forma di lipidi, può facilitare l'aumento del peso corporeo, la produzione di uova e un maggiore peso delle stesse. Per ulteriori informazioni consultare l'approfondimento "Gestione dello stress termico".
  • L'utilizzo di grasso e olio rappresentano una fonte di energia concentrata utile per aumentare il contenuto energetico e l'appetibilità del mangime.
  • Durante i periodi più caldi, non aumentare l'energia nella stessa proporzione della percentuale di diminuzione dell'assunzione di mangime, poiché ciò limiterà ulteriormente l'assunzione di mangime.
  • Vitamine, minerali e aminoacidi, devono essere regolati in base all'assunzione reale del mangime.
  • Gli oli vegetali sono generalmente ricchi in acido linoleico, che tende ad aumentare il peso delle uova. È possibile utilizzare anche miscele di più oli vegetali.


Dimensione delle Particelle di Mangime
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  • Il setaccio separa il mangime in diverse categorie secondo la dimensione delle particelle.
  • Utilizzare un setaccio per controllare la dimensione delle particelle di mangime testando i campioni in consegna. È possibile eseguire semplici test sui mangimi direttamente in azienda. È consigliabile prelevare i campioni in vari punti direttamente dal sistema di distribuzione nel capannone, e valutare campione per campione. Questo perchè vi sono diversi sistemi di distribuzione che possono incidere differentemente sulla granulometria del mangime.
  • Un'eccessiva presenza di frazione fine (<1 mm) determina:
  • Diminuzione dell'ingestione del mangime
  • Aumento della presenza di polvere 
  • Un'eccessiva presenza di frazione grossolana determina:
  • Selezione delle diverse componeneti del mangime da parte degli animali, quindi apporto nutrizionale sbilanciato
  • Aumento della demiscelazione del mangime
  • La demiscelazione del mangime è un problema più frequente in presenza di sistemi di distribuzione a catena.
  • La demiscelazione del mangime con eccessiva frazione grossolana può essere un problema anche in presenza di grandi silos, con altezze oltre i 4 m, al momento del riempimento del silo dalla coclea del camion al fondo del silo. Le particelle grossolane tenderanno a depositarsi in prevalenza sul fondo.
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Setaccio Hy-Line

Procedure per un'Ottima Gestione

  • Un intervallo di 3-4 ore nell'alimentazione a metà giornata consente agli animali di consumare le particelle fini depositate nelle mangiatoie.
  • Aggiungere una quantità minima, circa l'1% di olio/grasso liquido nel mangime, al fine di renderlo più amalgamato, meno polveroso e più appetibile.
  • Nei climi caldi utilizzare farina a particelle grosse o sbriciolato per stimolare il consumo.
  • Utilizzare mangime sbriciolato per stimolarne l'assunzione.
  • Somministrare un mangime in farina grossolana per i restanti periodi in fase pollastra e per la deposizione.
  • Per ulteriori informazioni, consultare l'articolo "Feed Granulometry".
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PROFILO OTTIMALE PARTICELLE MANGIME
Grit
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Il grit favorisce lo sviluppo del gozzo e dello stomaco muscolare. Il grit aumenta la funzionalità dello stomaco muscolare permettendo di disgregare il mangime ingerito e aumentarne la digeribilità. 

Ci sono due tipi di grit: 

  • Il grit solubile viene addizionato ad ogni dieta come calcio grossolano o gusci d'ostrica. Anche altri gusci di molluschi marini possono essere utilizzati. Un livello corretto di grit contenente calcio solubile deve essere somministrato, seguendo le raccomandazioni di Hy Line, per evitare fenomeni di decalcificazione ossea.
  • Il grit insolubile è indigeribile e può essere aggiunto alla dieta o assunto dagli animali durante la ricerca del cibo in ambienti esterni. Gli animali con accesso al pascolo dovrebbero ingerirlo per favorire la digestione di erba, semi e insetti ingeriti.

Grit (granulometria del grit/quantità):

  • < 3 settimane: 2 mm / 1 g/capo nel mangime
  • 6-11 settimane: 3–5 mm / 2 g nel mangime
  • 11-16 settimane: 4–6 mm / 4 g nel mangime o in mangiatoie separate
  • Ovaiole: 6–8 mm / 7 g/settimana

Per ulteriori informazioni sulla distribuzione del mangime, sui tipi di mangime e sulla granulometria, consultare l'approfondimento "Feed Granulometry".

Ingredienti Mangime -Tabelle
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Le raccomandazioni nutrizionali sono basate su calcoli che usano questi valori energetici e nutritivi (Fonte: 2018-19 Feedstuffs Reference Issue e dati sul campo). I valori indicati sono il risultato "tipico" di sondaggi sugli ingredienti. Al fine di mantenere una matrice accurata, è necessario analizzare la materia prima utilizzata per confermare il suo valore nutritivo.
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La digeribilità degli aminoacidi è la digeribilità ileale standardizzata. I valori degli aminoacidi sono standardizzato per l'88% di materia secca (Fonte: 2018-19 Feedstuffs Reference Issue e dati sul campo). I valori indicati sono il risultato "tipico" da sondaggi sugli ingredienti. Al fine di mantenere una matrice accurata, è necessario analizzare la materia prima utilizzata per confermare il suo valore nutrizionale.
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